Su Raiplay la miniserie con Luca Zingaretti e Luisa Ranieri che ti emozionerà
Nel panorama della fiction italiana c’è una serie tv visibile su RaiPlay che emoziona e travolge il pubblico. Nel cast Luisa Ranieri e Luca Zingaretti che si confermano due artisti di talento, affiatati sul set, e in grado di rendere ogni personaggio reale. L’opera si distingue per la sua capacità di coniugare intrattenimento e messaggio etico, questo merito anche di una scrittura che affida agli attori il compito di far emergere i conflitti. Zingaretti e Ranieri, con sensibilità diverse ma complementari, guidano lo spettatore in un viaggio scomodo e necessario.
Si tratta di una mini serie del 2014, considerata ancora attuale e contemporanea che lascia un senso di inquietudine, ma è anche un invito a guardare oltre le apparenze e accettare il rischio della verità. Oltre che a riconoscere che la giustizia non è solo una funzione, ma una scelta quotidiana. La fiction visibile su RaiPlay è il Il giudice meschino, adattamento televisivo del romanzo di Domenico Gangemi, che pone al centro dell’attenzione del pubblico il rapporto tra legge, coscienza e compromesso morale.
Diretto con sobrietà, il film trova in Luca Zingaretti e Luisa Ranieri due interpreti capaci di dare spessore umano a una storia che scava nelle pieghe più scomode del potere e della responsabilità individuale. Alberto Lenzi, che ha il volto di Zingaretti, è il sostituto procuratore in una città siciliana dove l’apparente normalità ricopre silenzi omertosi e colpevoli. Lenzi è un uomo stanco, abituato a non farsi domande: svolge il suo lavoro con correttezza formale, ma senza slanci, accettando l’inerzia di un sistema che preferisce la quiete alla verità.
Il Giudice Meschino, dal torbido silenzio all’inevitabile risveglio
Il giudice meschino mette in evidenza quel punto di rottura tra il silenzio di un giudice rassegnato ad un sistema corrotto e all’inevitabile risveglio che riapre nel protagonista una ferita profonda. Lenzi è costretto a fare i conti con le proprie paure e con il prezzo della solitudine. Accanto a lui, Luisa Ranieri che interpreta Marina, figura fondamentale per comprendere le fragilità del protagonista.
Ranieri porta in scena una femminilità concreta, capace di contrapporsi e ribellarsi a modo suo all’imposizioni delle istituzioni. Il suo personaggio non è una semplice compagna, è piuttosto una presenza che interroga, che chiede coerenza, che rifiuta le mezze misure. La chimica tra i due attori esprime una tensione emotiva e rivela anche un’affinità difficile da trovare sul set.
Il giudice meschino non è un racconto di mafia in senso stretto, ne tanto meno è un thriller giudiziario, ma mira a mettere in evidenza la responsabilità personale, e a chiedersi fino a che punto è legittimo ad adattarsi ad un sistema che punta ad annullare ogni atto di coraggio. La regia sceglie toni cupi e realistici, restituendo una Sicilia lontana dai cliché, di rilevanza anche le location scelte che diventano parte integrante del racconto. Anche la fotografia preferisce luci naturali e ombre marcate, e sottolinea l’ambiguità morale che è parte costante dell’intera storia.
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