Liguria

“Su Ilva ed Ericsson non molliamo di un centimetro”


Genova. Alessandro Pagano è il nuovo segretario della Camera del Lavoro di Genova, una nomina che arriva in un momento particolarmente delicato in città, tra la crisi Ericsson e la vertenza ex Ilva.

“Bisogna tenere ferma la barra su alcuni fondamentali – ha detto il neo segretario – Prima di tutto, per le vertenze aziendali, tenere a riferimento la battaglia per difendere occupazione e salari, dentro un quadro di difesa del sistema industriale genovese, parte integrante di un sistema industriale nazionale, già indebolito, già sofferente, ma che va sostenuto con investimenti adeguati”.

Quanto si è ottenuto su Ilva in 25 anni, prosegue Pagano, è frutto della battaglia dei sindacati e dei lavoratori, e “non abbiamo intenzione di mollare di un centimetro da questo punto di vista. Se ci saranno decisioni che comprometteranno la possibilità di Taranto di proseguire con la sua alimentazione agli impianti di Genova, dovremo trovare altrove quello che serve per continuare a fare la produzione qui”.

Ancora, su Ilva e sull’ipotesi “spezzatino“, e cioè la vendita degli impianti del Nord a prescindere dal destino di Taranto, Pagano chiarisce: “Ci sono esigenze della produzione che non possono essere sacrificate per l’esercizio delle prerogative della magistratura. Noi non ci fermiamo davanti al fatto che quel provvedimento verrà attuato e che determinerà delle conseguenze. Pensiamo che si debba andare avanti mantenendo il presidio di questa capacità industriale e capacità produttiva dell’acciaio, che è fondamentale per pensare di continuare a essere una realtà industriale internazionale”.

Inevitabile poi un passaggio su Ericsson, con 131 lavoratori licenziati per “ridimensionare l’organico”, un taglio drastico confermato anche in commissione alla Camera. Lavoratori e sindacati hanno fatto un presidio davanti al Palasport nel giorno dell’inaugurazione del Salone Nautico e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato che lunedì si svolgerà un tavolo nazionale con l’azienda, i sindacati e gli attori regionali e comunali.

Su questo Pagano ha assicurato la richiesta del ritiro della procedura proprio al tavolo nazionale, parlando di “arroganza di una multinazionale che è stata alimentata per anni da risorse di finanza pubblica e che, al momento in cui sembra che queste risorse possano ridursi, prende questa decisione. Questo atto è possibile solo ed esclusivamente perché c’è una mancanza totale di politiche industriali, di visione industriale in questo Paese, che è arrivata fino al punto di consentire a queste multinazionali di finanziarsi a livelli altissimi con risorse pubbliche senza assumere nessun tipo di impegno.”.

“Ci sono sicuramente i fondamenti industriali e le condizioni per dire che le attività che vengono fatte agli Erzelli rimangano agli Erzelli. La dichiarazione dell’azienda non è né di crisi, né di sofferenza finanziaria, né di perdite di quote di mercato. Loro dicono solo: ‘Non abbiamo più intenzione di farlo qui’. Quello che conta, e che vorremmo che contasse, è che Ericsson dica quali sono i problemi, quali sono le eventuali necessità che sono da attuare per mantenere quel presidio ed, eventualmente, si lavora in quella direzione, ma in una logica conservativa”.

Pagano, 60 anni, è stato eletto nel corso dell’assemblea generale della Cgil genovese alla presenza del segretario generale Maurizio Landini. Prende il posto di Igor Magni, in carica per 8 anni.




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