Liguria

Studi in affitto e timbri ministeriali per truffare i clienti: a processo le finte avvocate


Genova. Quarantacinque episodi e altrettante famiglie che in quelle avvocate avevano riposto la loro fiducia per ottenere il ricongiungimento di un famigliare o la tanto agognata cittadinanza. Famiglie che avevano con fatica messo insieme il denaro per aiutare i propri congiunti e che sono state imbrogliate. Adesso quelle famiglie stanno sfilando davanti al giudice Marco Canepa dove Martina Giudici e Stefania Castro sono a processo per esercizio abusivo della professione forense e truffa . Le due donne infatti, poco più che trentenni, non erano avvocate ma si sono spacciate per tali per due anni.

I fatti risalgono al periodo tra il 2022 e il 2024, quando sono state scoperte grazie alle prime denunce. L’imbroglio lo avevano allestito con cura. C’erano i timbri con l’intestazione “Studio legale e tributario associato Giudici Martina Castro Stefania”, le lettere di incarico con la stessa dicitura,  i falsi documenti del Ministero o della Prefettura, e gli studi professionali “eleganti” come li avevano definiti alcuni clienti, che forse non avevano capito che si trattava semplicemente di uffici presi in affitto a ore in zone prestigiose della città. I cittadini ignari, grazie ai contatti che Stefania Castro di origine sudamericana vantava nella sua comunità, avevano portato i documenti necessari e pagato le somme richieste e solo quando, mesi dopo, si erano rivolti al Comune o alla Prefettura per chiedere a che punto fosse la loro pratica hanno scoperto la truffa. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti della squadra mobile, pagavano in contanti o su poste pay intestate a una delle due donne, cifra comprese tra i 500 e i 1500 per pratica, ma in alcuni casi anche di più.  Dopo alcuni mesi di attesa ricevevano le “certificazioni di cittadinanza”, che però si rivelavano carta straccia.

Tra i tanti truffati, per un ammontare complessivo di oltre 60 mila euro, anche alcuni parenti delle due. Per esempio Martina Giudici si era fatta consegnare denaro da una donna, moglie di un cugino del compagno della truffatrice, che con il marito cercava di ottenere l’idoneità all’adozione presso il tribunale dei minori. E in un caso sempre Giudici è riuscita  a presentarsi a un interrogatorio di garanzia al tribunale di Savona ingannando giudice e cancelliere come difensore di un arrestato e facendo fra l’altro decadere come conseguenza la misura cautelare. Per quell’episodio nell’ agosto del 2022 era sottoposta all’obbligo di firma. Diversi anche i parenti truffati della stessa Stefania Castro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era stata Martina Giudici che aveva organizzato tutto il sistema delle truffe, coinvolgendo Castro, ex compagna di liceo. Quest’ultima, assistita dall’avvocata Sara Garaventa, nel luglio del 2022 l’ha denunciata  – dopo che già erano arrivate denunce a carico di entrambe – dicendo di essere stata ingannata e che i soldi li incassava tutti Martina Giudici. Giudici era anche finita ai domiciliari nel 2024 mentre a Castro era stato dato l’obbligo di firma, riconoscendone un ruolo più marginale, ma entrambe sono comunque finite a processo. Castro ha preannunciato che nelle prossime udienze si sottoporrà a interrogatorio per chiarire la propria posizione.




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