Liguria

Il Genoa e quelle ambizioni che non crescono: De Rossi come Gilardino, sospeso in un ciclo già visto


Quello del Genoa è un loop. L’allenatore, che è un ex campione del mondo da calciatore, salva la squadra senza particolari patemi. Poi arrivano le sirene di squadre di rango superiore. Rimangono tali e il mister resta al Grifone con la speranza di alzare il livello della squadra. Il mercato estivo, però, delude e dopo un avvio con tante ombre e pochissime luci arriva l’esonero.

Così è successo ad Alberto Gilardino e a Patrick Vieira. Così è successo anche a Daniele De Rossi con la differenza, non da poco, che al momento il tecnico romano non ha spuntato l’ultima casella del macabro percorso. Non è infatti arrivato l’esonero dopo il flop di Parma, ma la conferma.

Il solo punto in cinque partite ricalca l’andamento di Vieira (due in nove match). Con la differenza, però, che il francese aveva avuto a disposizione una rosa completata ben prima della fine del mercato e che, a suo dire a microfoni accesi e spenti, lo soddisfaceva. Ci sono stati però parecchi errori di valutazione e il 4-2-3-1 è stato poi accantonato per raggiungere la salvezza con il 3-5-2 visto che la batteria di trequartisti/mezzepunte et similia – Carboni, Stanciu, Gronbaek, Cuenca, Vitinha – ha deluso in toto.

L’estate di De Rossi ricorda di più quella di Gilardino. Entrambi, tra l’altro, finiti per qualche giorno tra i rumor legati alla panchina della Fiorentina. Tutti e due avrebbero voluto fare un salto di qualità. Gila si era visto invece vendere Retegui e Gudmundsson, i protagonisti della prima stagione dopo la Serie B, l’unica veramente soddisfacente e l’unica, nell’era post Preziosi, con lo stesso allenatore dall’inizio alla fine. Il tecnico aveva apertamente contestato la campagna acquisti e anche per questo era arrivato l’esonero.

De Rossi ha fatto capire a più riprese che i suoi piani di una squadra di maggior palleggio e maggiormente votata al gioco si sono scontrati con una realtà che gli ha imposto di pensare in modo diverso il suo Genoa. Non sono arrivate cessioni eccellenti, ma gli addii di Martin e Norton Cuffy – i quinti titolari del 3-5-2 – sono comunque assenze pesanti così come quella di Malinovoskyi. Il più forte per distacco della mediana rossoblù.  Sono arrivati parecchi giocatori negli ultimi giorni di mercato, alcuni interessanti (Osmajic, Meichtry, Traorè e lo stesso El Shaarawy) sebbene utili più che altro per proseguire sulla linea di una squadra votata alla lotta salvezza. Inoltre, De Rossi ha anche lamentato una rosa troppo ampia.

In questa sosta, dovrà provare a dare maggiore identità di gioco alla squadra, trovando alternative alla soluzione profonda per Osmajic. Probabile che il club abbia finalmente dato peso alle proprie mancanze, su tutte un mercato fatto all’ultimo, dando credito a un tecnico che l’anno scorso ha portato in porto una barca che, dopo un quarto di campionato, sembrava poter naufragare.




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