Puglia

Studente barese sul podio del premio ‘Giulia Cecchettin’

“Essere premiato in un contesto del genere mi ha dato un sentimento di orgoglio, non tanto per la statistica in sé, quanto per il fatto che dimostra quanto sia importante che anche gli uomini si assumano la responsabilità di parlare di violenza di genere e di studiarla seriamente”. Queste le parole di Antonio Di Pietro, studente 24enne barese laureato in magistrale all’Università degli studi di Padova, e secondo classificato per il premio “Giulia Cecchettin” con la sua tesi sulla violenza di genere.

Dopo essersi laureato in Scienze della Comunicazione a Bari, Antonio si trasferisce a Padova per proseguire i suoi studi con il corso di laurea magistrale in “Strategie di comunicazione” e, per la stesura della tesi, ha un’idea ben chiara: parlare del tema della violenza di genere.

Il trasferimento di Antonio nel 2023 coincide però con un periodo molto difficile – come racconta – segnato dalla vicenda di Giulia Cecchettin, che fu percepito come un vero e proprio spartiacque e portò a un vero e proprio cambiamento del modo in cui si parlava di violenza di genere nei media, nelle reazioni politiche e nell’attenzione pubblica.

Notando questo cambiamento, il 24enne barese percepisce la necessità di approfondire seriamente queste tematiche in quella che poi sarà stata la sua tesi, intitolata “Violenza di genere online: pratiche e resistenze”, venendo a conoscenza successivamente della nascita del premio, percependolo quasi come un “segno del destino”.

“Proprio mentre lavoravo alla tesi avevo scoperto dell’esistenza del premio dedicato a Giulia. Questa coincidenza mi aveva colpito molto e l’avevo vissuta quasi come un segno del destino, come se ciò su cui stessi lavorando avesse un senso ancora più profondo”.

La tesi di Antonio prende in esame come il genere e le tecnologie digitali si intrecciassero nella violenza di genere online, con l’obiettivo di comprenderne le dinamiche e immaginare strumenti e indicazioni per rendere più sicuri gli spazi digitali. E così poi Antonio, con l’aiuto del professore e di una ricercatrice, costruisce un percorso di interviste e incontri per raccogliere le esperienze e per capire come le persone vivono gli spazi digitali, i rischi che corrono e le possibili soluzioni.

Poco dopo la sua laurea, arriva la lettera di invito alla sede del consiglio regionale del Veneto per la prima edizione del premio “Giulia Cecchettin”, che premia le migliori tesi di laurea o di dottorato che trattino del tema della violenza di genere, con l’obiettivo di onorare la memoria di Giulia Cecchettin e sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne.

Il premio era nazionale e le tesi in gara erano trentaquattro, provenienti da varie università italiane. Solo tre erano state scritte da ragazzi, tra cui Antonio Di Pietro. Per il giovane, scoprire di essere arrivato sul podio è stato inaspettato e molto emozionante, ma soprattutto ha rappresentato l’importanza che anche gli uomini si assumano la responsabilità di parlare di questo tema.

“È stato un momento intenso, che mi ha fatto sentire che il lavoro svolto in questi mesi non è rimasto chiuso tra le pagine della tesi ma ha trovato ascolto e, spero, una reale utilità. E forse questo riconoscimento, per quanto inatteso, può essere un segnale”.

Premio Cecchettin
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