Stuck – Optimizer | Indie For Bunnies
Coerenti, orgogliosi ma umili gli Stuck sono una di quelle band che pretendono molto da se stessi come già hanno dimostrato in “Change Is Bad” e ” Freak Frequency”. Sarà forse l’aria di Chicago, ma Greg Obis, Tim Green e David Algrim suonano particolarmente in forma nel nuovo album “Optimizer” prodotto da Andrew Oswald (Marble Eyed, Powerplant, Smirk) e registrato agli Electrical Audio.

Gli studi del compianto Steve Albini, Greg Obis tra l’altro ha rilevato la gestione dei Chicago Mastering Service da Bob Weston degli Shellac tempo fa ma non si è fatto scappare l’occasione di registrare queste canzoni in quello studio storico su suggerimento di Oswald. Erano in tour gli Stuck in quel periodo e hanno trasportato l’energia e l’immediatezza di un live in “Optimizer”.
Garage rock e istinto melodico, hardcore, noise, i cambi di ritmo di “Totally Vexed” che ricordano i Fugazi, “Instakill” che sperimenta con sonorità ruvide e minimali, un ritornello punk e lo spirito ribelle vivo e vegeto in “Sicko”, il post punk di “Deadlift”, la rabbia veloce e rumorosa di “Less Is More”, “Fire, Man” amara critica al divismo di rock star che ormai hanno poco da dire.
Ironia appuntita quella di “Net Negative” che in “It Isn’t” ribalta la prospettiva raccontando con tutta la cattiveria di basso e chitarra quei giorni in cui pensare di mollare diventa una cosa seria (“You say you’re done this time it’s final unplug guitars and sell your vinyl“). Ascoltando “Punchline” però si sente che gli Stuck non sono tipi da appendere le chitarre al chiodo, nemmeno nei momenti più bui come quelli descritti in “GG” che chiude un album solido e tenace.
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