Strappa i vestiti alla moglie gelosa e la infila sotto la doccia gelata: assolto dai maltrattamenti
di En.Ber.
Assolto dall’accusa di maltrattamenti un 41enne di Perugia finito davanti al giudice con l’accusa di aver aggredito la moglie gelosa strappandole i vestiti di dosso, prendendola a calci e pugni, mordendola sulla schiena, sputandole addosso, strappandole ciuffi di capelli che avrebbe cercato di farle ingoiare, costringendola a infilarsi sotto la doccia con l’acqua gelata e dopo con acqua bollente. Dichiarato estinto, invece, il reato di lesioni per intervenuta remissione di querela in seguito a un risarcimento del danno alla persona offesa. Questa la decisione del giudice per l’udienza preliminare di Perugia nel processo con rito abbreviato.
Il tradimento La difesa – rappresentata in aula dagli avvocati Alessandro Di Baia e David Furia – ha sostenuto la tesi dei conflitti tra marito e moglie limitati a brevi periodi di tempo. Il perugino dopo la denuncia era stato allontanato dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla donna, mediante applicazione per braccialetto elettronico. Secondo quanto si apprende dagli atti giudiziari l’imputato si sentiva «assillato dalla coniuge che aveva scoperto una relazione extraconiugale dell’uomo»: da qui i presunti maltrattamenti accompagnati da un «atteggiamento aggressivo, violento, denigratorio e intimidatorio». Tra le contestazioni anche quella di aver gridato alla moglie frasi come ’Sei falsa, mi hai rovinato la vita, sei un infame, hai rovinato nostro figlio con tutte queste sceneggiate… ti faccio a pezzetti!’.
Il pugno in faccia Nell’aprile scorso, quando la moglie lo aveva scoperto a Mantignana in compagnia di un’altra donna, per tutta risposta lui le aveva sferrato «un pugno in faccia, spaccandole il labbro, e poi strappato con violenza la parte superiore dei vestiti». Dopo l’arrivo della polizia – «dinanzi alla quale era stata costretta a sminuire la situazione e a dichiarare che aveva chiamato per sbaglio» – le aveva «sbattuto la testa al muro, afferrandola per i capelli, finché lei non ha perso i sensi». Il referto del pronto soccorso racconta di un «trauma cranico con ecchimosi frontale, ecchimosi labbro superiore e inferiore, traumi contusivi multipli a livello epigastrico e arti superiori e inferiori», con una prognosi di 10 giorni. Fuori dal processo, prima della remissione di querela per le lesioni, l’imputato ha risarcito la persona offesa.
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