Strage di Viareggio, dopo 17 anni la Cassazione chiude il processo: confermate le condanne
Dopo 17 anni è stata scritta la parola fine al procedimento giudiziario per la strage di Viareggio del 2009, il disastro ferroviario in cui morirono 32 persone: la Cassazione ha confermato le 11 condanne inflitte nel processo d’appello ter, tra cui quella a cinque anni di reclusione per l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rfi Mauro Moretti, che andrà in carcere. Per tutti l’accusa è disastro ferroviario colposo ma per Moretti c’è anche l’accusa di incendio. Probabile che la difesa chieda per lui gli arresti domiciliari, anche alla luce dell’età, 72 anni.
Per l’ex amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, Michele Mario Elia, è stata confermata la pena di 4 anni, 2 mesi e 20 giorni. Soddisfazione per i familiari delle vittime che vedono accertate le responsabilità e condannati i responsabili, eche quindi lunedì prossimo potranno ricordare il 17mo anniversario della strage con un animo diverso. Il deragliamento e la successiva esplosione di un convoglio merci carico di Gpl nella stazione della Versilia causarono anche centinaia di feriti. La Suprema Corte ha accolto la richiesta della Procura generale, che aveva sollecitato il rigetto di tutti i ricorsi e la conferma integrale delle pene stabilite nel giudizio di appello ter celebrato a Firenze. Nel maggio 2025 la Corte d’appello fiorentina, a cui la Cassazione aveva chiesto un nuovo giudizio d’appello per la sola quantificazione delle pene, le aveva confermate «per mantenere sanzioni il più possibile adeguate alla gravità eccezionale dei fatti». La riduzione della pena di un nono rispetto alla pena base, infatti, consentiva di mantenere «il necessario equilibrio» tra l’attenuante del risarcimento dei danni alle vittime e ai loro familiari e la necessità di applicare una sanzione adeguata alla straordinaria gravità della vicenda. «Sono profondamente indignata dall’esito del processo perchè profondamente ingiusto», ha commentato l’avvocata Ambra Giovene, legale di Mauro Moretti, «è un risultato ingiusto per le persone che vengono travolte da questo risultato», ha aggiunto, «per alcune delle quali si apriranno le porte del carcere per un reato colposo, che sicuramente è un fatto gravissimo: ci furono 32 morti e centinaia di feriti. Ma è un reato colposo per il quale l’ingegnere Moretti non è colpevole, lo dicono gli atti giudiziari». «Dispiace per i familiari delle vittime, che devono inchinarsi come ci inchiniamo noi, a questa sentenza», ha affermato la legale, «ma non c’è niente da festeggiare nè per noi nè per loro». Confermate le pene tra i due e sei anni anche per gli altri imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e nella manutenzione del convoglio deragliato.
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