Veneto

Strage del bus di Mestre, arrivati oltre sette milioni di risarcimenti

Dopo i primi risarcimenti, staccati da Allianz quasi un anno fa, ieri il gruppo Giesse ha reso noto di aver corrisposto ai propri assistiti oltre sette milioni di euro per i danni dell’incidente del bus di Mestre, che nell’ottobre del 2023 registrò 22 vittime e altri 14 interventi in ospedale.

Giesse Risarcimento Danni è patrocinatore stragiudiziale e tutela le persone che hanno ingiustamente subìto lesioni lievi, gravi, gravissime o mortali. I familiari hanno dichiarato: “Per noi si chiude solo un aspetto della vicenda, quello risarcitorio – commenta Natalia Lomakina, la 42enne ucraina che nell’incidente di quasi due anni e mezzo fa, vissuto in prima persona, perse la sua unica figlia Daria di 10 anni e il suocero – Ma la tragedia di Mestre è purtroppo un capitolo ancora aperto, per me e mio marito, un ricordo doloroso che non ci abbandona mai”.

“Prima di partire per questo viaggio, che avrebbe dovuto concederci una pausa dagli orrori che stavamo vivendo nel nostro paese, pensavo che l’incubo peggiore fosse la guerra: mi sbagliavo. La nostra vita si è fermata quel 3 ottobre 2023, insieme ai nostri sogni, le nostre speranze, i nostri progetti. Da quel giorno nulla ha più senso”. Natalia si era recata a Venezia insieme al marito Oleksandr Lomakin, la figlia Daria e il nonno paterno per una vacanza. Purtroppo, sono andati incontro al disastro da cui si sono salvati solo i due coniugi.

Nell’indagine per il disastro sono attualmente coinvolti sette tecnici, tutti dipendenti del Comune di Venezia. I reati contestati vanno dal disastro colposo alle lesioni stradali e omicidio stradale colposo.

“Non so se credere in Dio ma, in quel terribile giorno, pieno di sofferenza e morte, forse non ci ha abbandonato del tutto – continua Natalia – perché abbiamo incontrato delle persone speciali (gli incaricati del gruppo Giesse, ndr) che ci hanno preso per mano e ci hanno guidato in un momento per noi difficilissimo, pieno di paure e incertezze. Un momento in cui, sopraffatti dal dolore, non avevamo la capacità di occuparci dei vari aspetti procedurali e burocratici, con le ulteriori difficoltà della lingua e di trovarsi in un paese per noi straniero”.

Natalia Lomakina con il marito Oleksandr Lomakin e la figlia Daria a Venezia. Nell’incidente è perita la piccola.

Massimo Gottardo è il referente che ha seguito personalmente il caso di Mestre, assistendo tre persone rimaste ferite nell’incidente e i familiari di altre otto che, purtroppo, non sono sopravvissute al disastro. “Il nostro lavoro, inevitabilmente, ci coinvolge sempre dal punto di vista umano oltre che professionale. Tuttavia, mai come in questa occasione, con così tante persone tragicamente colpite, il carico emotivo è stato difficile da sostenere” spiega Gottardo.

“Percepire l’inusuale gravità di quanto accaduto, vedere, parlare, relazionarsi con persone che hanno patito un così grande dolore e, soprattutto, ascoltare le storie che si portano dietro, ti stringe direttamente alla bocca dello stomaco. Basti pensare alla famiglia ucraina che si era rifugiata in Croazia per scappare” conclude Gottardo.

Tra le famiglie assistite da Giesse c’è quella di Natalia Lomakina, di cui si parla sopra, e quella di Kateryna Morozova. “Kateryna era in vacanza, a Venezia, con i genitori Tetiana e Serhii e l’unica figlia Anastasia, di 12 anni – racconta Massimo Gottardo di Giesse – Kateryna è stata l’unica a salvarsi. In un attimo ha perso il suo passato, le sue radici, e il suo futuro, quindi le sue speranze”.

Anche i familiari di tre ragazze che hanno perso la vita quel giorno: Iryna Pashchenko, Liubov Shyshkarova e Yuliia Niemova hanno trovato aiuto da Giesse: “Erano tre amiche di infanzia, tutte trentenni, cresciute insieme nel Donbas – spiega ancora Gottardo – avevano frequentato la stessa scuola e la stessa università, poi, come spesso accade, la vita le aveva separate: una era andata a Londra, un’altra in Croazia e l’ultima era rimasta in Ucraina. Nel 2023, però, decidono di ritrovarsi a Venezia e di visitare alcune città italiane. Purtroppo, come sappiamo, il loro viaggio si è interrotto per sempre sul cavalcavia Rizzardi mentre stavano tornando in albergo a recuperare le valigie per ripartire alla volta di Roma”.


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