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Stipendio da 1.500 euro, affitto a 700 per un monolocale da 19 mq, la storia del docente che lascia Modena per il Sud: “Dopo anni di sacrifici, non ce la facevo più”

Mauro ha 34 anni, insegna grafica pubblicitaria e fotografia all’Ipsia Corni di Modena. È entrato in ruolo nel 2022, ma in Emilia lavora già dal 2019.

Ci è arrivato da Grottaminarda, in provincia di Avellino, e per anni ha pensato di restare. “Ero molto contento – racconta a La Gazzetta di Modena –. È una regione accogliente, mi sono trovato subito bene sia da precario sia dopo il ruolo”. Poi il costo della vita ha cominciato a mangiarsi ogni entusiasmo.

Lo stipendio netto, nonostante gli ultimi aumenti contrattuali, sfiora appena i 1.500 euro. L’affitto del monolocale – 19 metri quadrati – è salito a 700 euro al mese. “Aggiunga utenze, carburante e spesa alimentare: diventa evidente che a fine mese non si arriva”. Così, a malincuore, ha deciso di chiedere il trasferimento.

Non tornerà accanto alla famiglia. La nuova destinazione è un comune della provincia di Salerno, dove gli affitti costano molto meno e il resto della vita pure. “Lo faccio davvero a malincuore – ammette –. Spero sia solo temporaneo, in attesa di tempi migliori o di misure che ci vengano incontro”.

Il caso di Mauro non è isolato.  Un docente neoimmesso in ruolo percepisce tra 1.400 e 1.600 euro netti al mese, a seconda di detrazioni e aggiunte. In città come Modena, Bologna o Reggio Emilia, l’affitto medio per un bilocale si aggira tra 700 e 900 euro. Un monolocale non scende sotto i 600-650, se si vuole restare in zone servite. Aggiungere spese condominiali, riscaldamento, luce e gas: si superano facilmente i 1.000 euro solo per un tetto sulla testa.

Lasciano 400-500 euro per tutto il resto. Mangiare, muoversi, avere una vita sociale. In molti casi, mettere da parte qualcosa è pura fantasia.

L’Emilia-Romagna resta una delle regioni italiane con il costo della vita più alto, spinta da affitti in crescita costante e un’inflazione che ha colpito duro sui beni di prima necessità. Il Sud, al contrario, continua a offrire canoni più bassi: in provincia di Salermo o Lecce, un monolocale si trova anche a 350-400 euro. La differenza, sul netto mensile, è quasi un secondo stipendio.


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