Stipendi docenti e ATA, Castellana (Gilda): “Potere d’acquisto distrutto con inflazione alle stelle. Scala mobile è un tabù, ma fece crescere l’Italia”. INTERVISTA

Mentre il mondo della scuola attende l’emissione degli arretrati contrattuali prevista per l’11 agosto, il coordinatore nazionale della Gilda Unams, Vito Carlo Castellana, invita alla prudenza.
In un’intervista a Orizzonte Scuola TV, il sindacalista ha fatto il punto sulla situazione stipendiale, definendo il rinnovo contrattuale “un adeguamento parziale” e non un vero aumento.
“Invito alla prudenza e a vedere bene le cose – ha esordito Castellana – perché luglio e agosto sono solitamente mesi in cui ci sono i conguagli, quindi non sono mesi attendibili. Aspettiamo di visualizzare il cedolino, non abbiamo ancora avuto modo di vederlo. Partire già con ‘ha avuto X o ha avuto quello’ non è corretto”.
Il sindacalista ha poi ricordato di non aver mai nascosto le sue perplessità sul contratto firmato: “Non è che ho esultato quando abbiamo firmato. Rispetto al passato c’è un passo in avanti, almeno abbiamo fatto tre contratti in poco tempo dopo un decennio senza rinnovi. Ma è anche vero che questo sistema contrattuale difficilmente porterà il mondo della scuola a recuperare il gap salariale rispetto al resto del pubblico impiego”.
Il punto centrale è la distribuzione dell’aumento su tre anni. “I famosi centoquaranta euro medi lordi – ha spiegato – sono da dividere su tre anni. Noi ora prendiamo la tranche relativa alle prime due annualità, e da questa vanno decurtate le venticinque euro circa dell’indennità di vacanza contrattuale che già prendevamo”.
Castellana, poi, ha indicato una data precisa: “Il rinnovo contrattuale pieno, a pieno regime, lo vedremo a gennaio 2027. Lì tutti si troveranno ottanta, novanta euro in più nette, più o meno, e saranno tutti contenti. Ma se lo spalmi su tre anni, l’aumento è liquefatto, ammorbidito. Venti euro in più non te ne accorgi, quando ti arrivano novanta o cento euro in più te ne accorgi”.
Il coordinatore della Gilda ha lanciato una proposta che sa di tabù: “Se fosse per me, ritornerei al passato. So che in questa nazione è un tabù, ma forse la scala mobile che hanno avuto i miei genitori funzionava. Tot inflazione, tot adeguamento dello stipendio. E non solo per la scuola, per tutti”. L’esponente sindacale ha concluso con un dato oggettivo: “Il vero problema è la perdita di potere d’acquisto. Noi non solo stiamo perdendo potere d’acquisto, ma stiamo aumentando il gap salariale rispetto al resto del pubblico impiego. Questo è sancito da tutti gli enti di statistica. Non si può negare”.
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