Cultura

Steven Spielberg svela perché ha detto no a Harry Potter: c’entra Stanley Kubrick


Steven Spielberg ha finalmente svelato cosa l’ha spinto a non voler mai dirigere un film della saga di Harry Potter. E perché dietro questo no c’entra Stanley Kubrick!

Steven Spielberg non è certo un regista estraneo ai franchise, se pensiamo solo a Indiana Jones e Jurassic Park. Eppure, c’è una saga cinematografica alla quale ha detto di no: quella del maghetto inglese più famoso al mondo. Nonostante gli sia stato proposto di dirigere un film di Harry Potter, Spielberg non ha mai accettato e a distanza di anni ha finalmente svelato le ragioni dietro quel rifiuto. E hanno a che fare con Stanley Kubrick

Il no di Steven Spielberg a Harry Potter: dietro la verità su quel rifiuto c’entra Stanley Kubrick

In realtà, non giunge come una rivelazione a sorpresa che Steven Spielberg ha rifiutato di dirigere Harry Potter: nel 2023, in un’intervista per Reliance Entertainment, il noto regista ha raccontato che gli era stato proposto di occuparsi della regia di Harry Potter e la Pietra filosofale, ma aveva rifiutato per “trascorrrere il tempo con la mia famiglia”, raccontò all’epoca. “Così, ho sacrificato un grande franchise, ma guardandomi indietro sono molto felice di averlo fatto” ha aggiunto ancora in quell’occasione Spielberg.

Tornando al presente, durante una chiacchierata con TCM per presentare Disclosure Day, il film che segna il ritorno di Spielberg alla fantascienza e agli UFO, il regista è tornato sulle ragioni del no a Harry Potter, approfondendo il discorso e svelando un nuovo retroscena. Il regista ha spiegato che ha la decisione di fare un passo indietro dal franchise del maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling è dipesa dalla volontà di dirigere A.I. – Intelligenza artificiale.

Il film era tratto dal breve racconto di Brian Aldiss e inizialmente era stato Stanley Kubrick a esprimere la volontà di adattarlo per il cinema. Erano gli anni ’70 e Kubrick aveva ottenuto i diritti del racconto di Aldiss, ma il progetto rimase in stand by per molto tempo. All’inizio degli anni Novanta, Kubrick riprese in mano il film: la sua idea era quella di sfruttare la moderna tecnologia CGI per realizzare un’opera che fosse abbastanza convincente, ma la sua dipartita mise fine a tutto. Poiché, quando era ancora in vita aveva pensato a Spielberg come suo sostituto per il film, quest’ultimo decise di onorare la richiesta dell’amico e collega e nel 1999 rifiutò Harry Potter e si dedicò a A.I – Intelligenza artificiale:

“Dopo la morte di Stanley ero al funerale a casa sua. Christiane Kubrick e Jan Harlan si sono rivolte a me per chiedermi di prendere il posto di Stanley, come lui aveva richiesto, e dirigere il film. Ecco perché ho lasciato Harry Potter, che dovevo dirigere come mio prossimo film. Ci ho rinunciato. Sarebbe stato un film enorme, perché già il libro era un fenomeno culturale in crescita. Ma ho rinunciato perché volevo fare A.I. – Intelligenza artificiale”


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