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Spagna, mezzo milione di inquilini in piazza alza le chiavi: «Ora sciopero generale»

Decine di migliaia di persone, circa 70mila secondo la delegazione del governo, sono scese in piazza nel centro della capitale spagnola Madrid in un fronte comune contro tutti i settori che ostacolano l’accesso alla casa e favoriscono gli sfratti, includendo tra i responsabili la classe politica e i fondi speculativi internazionali, presentati come «i veri invasori».

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«Diritto a un tetto»; «serve subito uno sciopero generale»; «questa è lotta di classe, non possiamo fare la pace»: questi alcuni degli slogan più scanditi. La folla ha dimostrato che la sinistra è mobilitata nelle piazze, anche se non sono mancate le critiche ai partiti che fanno parte del governo di coalizione. La manifestazione è arrivata in piazza Cibeles intorno alle 14, dopo un corteo partito da quattro punti diversi della capitale.

Spagna, a migliaia in piazza a Madrid per protestare contro la crisi abitativa

Convocata dal Sindacato degli Inquilini, l’organizzazione che ha guidato le proteste dallo sfratto di Maricarmen (un’anziana di 87 anni) avvenuto lo scorso 23 settembre, la manifestazione ha ribadito la necessità di convocare «presto» uno sciopero generale. A questo proposito, Valeria Racu, portavoce del sindacato, ha anticipato di essere in contatto soprattutto con i sindacati tradizionali dei lavoratori, CC OO e Ugt, e ha spiegato che fisseranno insieme una data definitiva.

Alcuni manifestanti partecipano a una manifestazione per chiedere alle autorità di affrontare i persistenti problemi abitativi, a Madrid, in Spagna, il 3 ottobre 2026, all’indomani dei decreti in materia di alloggi introdotti dal governo spagnolo per affrontare

Il Sindacato degli Inquilini: «La protesta continuerà, chiunque governi»

Racu ha distinto la data di un eventuale sciopero generale da possibili elezioni anticipate alla fine di novembre. «Questo è un avvertimento. La protesta continuerà, chiunque governi», ha insistito. Il Sindacato degli Inquilini ha inoltre attaccato il governo: «Otto giorni di sostegno popolare hanno fatto più di otto anni di governo progressista». E ha criticato le destre «in ginocchio davanti ai fondi speculativi». Uno dei momenti più emozionanti è stato quando le quattro colonne del corteo si sono unite a Cibeles, agitando le chiavi e lanciando critiche «al governo progressista, ad Almeida e ad Ayuso»

Sabato 3 ottobre 2026, a Madrid, in Spagna, alcune persone mostrano delle chiavi in segno di protesta durante una manifestazione per chiedere leggi più severe a tutela degli inquilini. (Foto AP/Andrea Comas)

Il ruolo che il Sindacato degli Inquilini svolgerà d’ora in poi entra in una nuova fase: l’organizzazione ha annunciato che lascerà l’accampamento di Puerta del Sol, ma non la mobilitazione nelle strade finché le sue richieste non saranno soddisfatte. Il progetto è ora portare le proteste «nei quartieri»e in altre città. A Bilbao, Valencia, nelle Canarie e in un’altra cinquantina di città si sono svolte manifestazioni simili a quella della capitale, portando secondo alcune stime il bilancio delle presenze complessive a mezzo milione di persone.


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