“Sovraffollamento e attese al Pronto Soccorso”
Quasi 300 accessi al giorno solo nel Prono Soccorso del Policlinico di Bari. Pazienti sulle barelle anche oltre le 72 ore in attesa di un ricovero. Carenza di medici o infermieri, costretti a turni massacranti. È questa la situazione, testimoniata anche dalle telecamere di Telebari. Il quadro, aggravato dagli accessi per picco dell’influenza, si complica non solo per il numero delle patologie dei pazienti che devono essere inquadrate – come spiega il direttore del Pronto Soccorso, Francesco Incantalupo – ma anche per la loro complessità.
Le difficoltà oggettive rimandano alla carenza di ospedali di comunità, come dichiara il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo. “Serve una riforma completa dell’assistenza territoriale che concretizzi rapidamente quanto previsto da tutto l’impianto normativo post covid rimasto sostanzialmente fermo – spiega anche in un lugo post pubblicato sui social -. L’Italia non può andare avanti con un Sistema sanitario nazionale (Ssn) concepito cinquanta anni fa con una popolazione nettamente più giovane. Occorrono più risorse e spese bene”.
“Sono giorni difficili ma trovo ingiusto che la discussione si incentri sul disservizio legato al sovraffollamento senza farsi domande sulle ragioni stesse del sovraffollamento”, continua Sivo evidenziando che “Asl e Policlinici hanno assorbito di fatto le attività di tipo territoriale o dei cosiddetti medici di famiglia”. “Se tutti allora vanno al Pronto Soccorso (perché non c’è alternativa) – evidenzia – non c’è nessuna organizzazione che possa tenere e si rischia il tilt. So che anche i medici di Medicina generale sono oberati ma ritengo che quel modello di convenzione con il Ssn abbia fatto il proprio tempo e che sia giusto e non più rinviabile un maggiore coinvolgimento degli stessi nella rete assistenziale”.





