smantellata fabbrica del falso nei vicoli
Genova. Una vera e propria “fabbrica del falso” nel cuore del centro storico cittadino. L’hanno scoperta i militari della guardia di finanza di Genova, che nella serata di mercoledì hanno smantellato un magazzino e un laboratorio clandestino allestito all’interno di un palazzo di vico delle Monachette.
Alla maxi operazione hanno partecipato 54 militari della guardia di finanza, le unità cinofile e 26 tra personale in forza alla polizia di Stato, carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco.
Su Instagram la vetrina e il prezziario
L’indagine è partita da Instagram: sfruttando il suo profilo come vetrina, un cittadino senegalese 21enne, disoccupato e residente a Genova dal 2012, proponeva capi e accessori contraffatti con prezzi e brevi video promozionali in cui spesso veniva ripreso il momento della consegna della merce e il pagamento, rigorosamente in contanti, siglati con lo slogan “spaccato”.

Parte della merce veniva consegnata a mano direttamente dal 21enne nel territorio di Genova e provincia, mentre per i clienti più distanti, fuori Regione, veniva spedita. I finanzieri sono riusciti a individuare il luogo in cui la merce veniva tenuta e il luogo di produzione dei capi, un laboratorio tessile clandestino.
Il palazzo adibito a laboratorio clandestino
Il palazzo conta su 13 appartamenti, di cui tre risultati privi di contratto di locazione pur occupati. Gli altri 10 sono affittati a persone prive di permesso di soggiorno e con precedenti di polizia in materia di contraffazione, immigrazione clandestina, ricettazione, stupefacenti, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, truffa e insolvenza fraudolenta.

Nel corso del blitz sono stati sequestrati 300.000 pezzi contraffatti, tra orologi (Rolex, Richard Mille, Patek Philippe), etichette, borse, cinture, portafogli e pelletteria varia, oltre a centinaia di capi di abbigliamento marchiati Louis Vuitton, Gucci, Blauer, Moncler, Dior, Prada, Stone Island, Palm Angels,, Fred Perry, Fay, Lacoste, Nike, Chloe, Armani, Diesel, Villerbrequin, Ralph Lauren, Woolrich, Saucony, Saint Barth, Adidas, Disquared, Napapijri, Colmar).
Nel laboratorio c’erano anche matrici digitali per la stampa e matrici fisiche, tra cui presse, ricamatrici e macchine da cucire.
Dieci le persone denunciate, 15 le sanzioni amministrative per violazioni all’articolo 7 del Testo Unico sull’Immigrazione, per un totale di 45.000 euro.




