Lazio

Sit in contro l’inceneritore dei rifiuti di Santa Palomba (Municipio IX)

La Porta Santa del Giubileo 2025 è stata chiusa, ma il cantiere per la realizzazione dell’inceneritore dei rifiuti di Santa Palomba (Municipio IX) resta aperto e contro il cantiere resta aperta e viva la mobilitazione dei comitati dei cittadini che vi si oppongono, le cui ragioni e iniziative pubbliche possono essere conosciute sulle loro pagine social come, per esempio, quelle dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore, del Comitato No Inceneritore a Santa Palomba, della Rete Tutela Roma Sud, solo per citarne alcune.

In un breve video pubblicato lo scorso 21 dicembre sulla pagina facebook della Rete sono condensate efficacemente le ragioni della protesta dei cittadini.

Chi voglia approfondire meglio le ragioni che inducono tante persone ad opporsi all’inceneritore può farlo leggendo il libroL’inceneritore di Roma una scelta sbagliata: Bruciare rifiuti è uno spreco di materia. L’economia circolare non prevede il recupero energetico.”, a cura di Giuseppe Girardi, Paolo Barzilai, Massimo Cerani, Enrico Del Vescovo, Aldo Garofolo, Francesca Mazzoli, Franco Medici.

In questi primi giorni del nuovo anno si coglie tra i comitati una comprensibile preoccupazione dovuta alla circostanza che, secondo quanto si legge nei loro comunicati, il prossimo 14 gennaio Roberto Gualtieri, nella sua qualità di Commissario Straordinario del Governo per la gestione dei rifiuti nell’anno giubilare (ma con efficacia fino al 31 dicembre 2026), vorrebbe concludere la conferenza dei servizi e autorizzare l’impianto, senza controdedurre le centinaia di osservazioni pervenute.

Tra le quali anche quelle formulate da Massimo Piras, promotore del Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare, secondo il quale “il piano di gestione rifiuti commissariale per Roma non solo continua a rappresentare una evidente violazione delle normative europee in vigore sull’attuazione di un modello di economia circolare nella gestione dei rifiuti urbani di Roma, ma nella versione attuale ampiamente rimaneggiata ha rimosso anche il riferimento a questenormative pur presenti in forma teorica nella versione preliminare sottoposta a V.A.S. (valutazione ambientale strategica, n.d.r.)”.

Nel frattempo, i Comuni di Albano, Ardea e Pomezia hanno presentato un documento dal titolo “Determinazioni e prescrizioni al polo impiantistico denominato “Parco delle risorse circolari” in cui bocciano senza appello la localizzazione del termovalorizzatore, evidenziando, tra i molti rilievi, la mancata convocazione alla Conferenza dei Servizi indetta lo scorso 11 dicembre di alcuni comuni ricadenti nel dominio della valutazione di impatto ambientale (Castel Gandolfo, Lariano, Nemi) e di diversi enti con specifiche funzioni e competenze quali l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’Istituto Superiore di Sanità..

Le piogge torrenziali di questi giorni hanno aggiunto ulteriori elementi di preoccupazione e l’Unione dei Comitati contro l’inceneritore fa notare a tal proposito che “due tra le principali arterie di collegamento, da utilizzare quindi per il trasporto dei rifiuti, sono letteralmente sottacqua; la via Laurentina è chiusa da stanotte mentre ieri la via Ardeatina, con le immagini di Falcognana a fare il giro del mondo, è stata chiusa per ore in più tratti e in pochi km. Un mega impianto da realizzarsi in un’area che evidenzia tutta la sua vulnerabilità dal punto di vista idrogeologico.”

L’Unione ha quindi organizzato un SIT-IN per le 10.30 di giovedì 8 gennaio 2026 davanti alla Regione Lazio (Piazza Oderico da Pordenone) per sollecitare il Presidente della Regione a intervenire affinché, a Giubileo concluso, si seguano le procedure ordinarie nel pieno rispetto delle leggi.

I comitati ricordano di aver promosso due petizioni raccogliendo 25 mila sottoscrizioni. La prima era indirizzata anche alla Regione e, in particolare, al suo Presidente Francesco Rocca che, alla vigilia del voto regionale del 2023, esprimeva forti dubbi circa il mega impianto brucia rifiuti voluto da Gualtieri.

Ci si trova oggi a uno snodo fondamentale dell’iter autorizzatorio e quindi, secondo l’Unione dei comitati contro l’inceneritore, l’intervento della Regione sarebbe un passo decisivo per ripristinare le procedure ordinarie previste dalla legge e ridare spazio e voce alla partecipazione dei cittadini a scelte che hanno un rilevantissimo impatto ambientale.

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