Sicilia

Siracusa Pride, continua la polemica su Heather Parisi: il Comitato difende la scelta della madrina

La scelta di Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride, in programma sabato 18 luglio, continua a dividere la comunità Lgbtqia+. Dopo la reazione immediata di un ex madrina dell’appuntamento, Vladimir Luxuria, che ha contestato diverse dichiarazioni rilasciate dalla show girl definendole «transfobe», il Comitato del Siracusa Pride ribadisce che la scelta di Heather Parisi è stata il frutto di una decisione consapevole, dettata dalla necessità di metabolizzare la valanga di odio, gli attacchi personali e i giudizi gratuiti che hanno investito il Comitato e le persone che ne fanno parte. L’unico obiettivo è realizzare una manifestazione capace di rappresentare l’intera comunità Lgbtqia+.

Il Comitato ha richiamato il messaggio diffuso da Heather Parisi, ribadendo che «il confronto rappresenta lo strumento più efficace per superare incomprensioni ed evitare valutazioni affrettate. Il Siracusa Pride promuove la cultura della non violenza. Questo significa rifiutare non soltanto ogni forma di violenza fisica, ma anche quella verbale, fatta di toni esasperati, accuse personali e contrapposizioni». Il riferimento è a due associazioni, non più aderenti al Comitato, Agedo Siracusa e Stonewall, che puntualizzano: “Riteniamo insufficiente richiamare rispetto e sentimenti di generico amore universale verso la comunità Lgbtqia+». Le frasi di Heather Parisi, spiegano, confermano «una visione nella quale l’identità delle persone trans viene ricondotta al dato biologico, lasciando sullo sfondo – o negando di fatto – il principio fondamentale dell’autodeterminazione, del vissuto personale e del diritto di ogni persona a essere riconosciuta per ciò che sente di essere». Agedo Siracusa e Stonewall concludono: «Un invito a partecipare avrebbe potuto trovare spazio in qualsiasi altro contesto, ma il ruolo di madrina o testimonial di un Pride porta con sé una responsabilità simbolica e politica: quella di rappresentare, senza ambiguità, le persone e i valori che quella piazza porta avanti».


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