Liguria

Sicurezza, la sindaca Salis propone le “zone a vigilanza rafforzata”


Genova. Genova, come già accaduto a Torino, Palermo e Napoli, potrebbe presto avere delle “zone a vigilanza rafforzata”, aree in cui, alla luce dei numerosi episodi di microcriminalità e degrado, il prefetto può adottare una serie di misure più restrittive alla luce dell’articolo 2 del Tulps.

La richiesta alla prefettura

La sindaca Silvia Salis ha proposto alla prefetta, Cinzia Torraco, di valutare nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica l’adozione di un’ordinanza che istituisca queste zone in aree con particolari caratteristiche. È  il caso del centro storico, dove spaccio, furti e rapine sono da tempo – a detta dei residenti stessi – “fuori controllo”.

“La richiesta, seguendo l’esempio di tante altre grandi città italiane, nasce dall’esigenza di rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo in alcune aree della nostra città che presentano criticità strutturali e situazioni di microcriminalità ormai consolidate – spiega la sindaca Salis – l’istituzione di eventuali ‘zone a vigilanza rafforzata’ non rappresenta un intervento isolato, ma si inserisce in un percorso di collaborazione istituzionale già avviato tra Comune, Prefettura e forze dell’ordine, che dopo le nostre numerose richieste ha portato all’annuncio da parte del Ministero dell’Interno di un prossimo aumento della dotazione organica di polizia in servizio nella nostra città”.

Il riferimento è all’arrivo di 60 agenti in prova assegnati alla questura di Genova, compresi i commissariati distaccati di Pubblica sicurezza di Chiavari e Rapallo.

“Il nostro obiettivo è garantire maggiore sicurezza e qualità della vita ai cittadini e agli operatori economici, tutelando al contempo il decoro urbano e la vivibilità dei quartieri. Questa non è una misura sufficiente, ma necessaria e di carattere straordinario. E non è un’azione isolata: non può, infatti, esistere sicurezza senza giustizia sociale”, prosegue Salis, sottolinenando che “una società ingiusta produce insicurezza”. Da qui una serie di provvedimenti che riguardano anche la prevenzione: “Con l’assessora Cristina Lodi stiamo lavorando tantissimo sugli aspetti sociali: per citare solo l’ultimo esempio, oggi in Comune presenteremo l’adesione di Genova alla rete Elide, con l’obiettivo di fare squadra tra le grandi città per affrontare il fenomeno delle dipendenze. E in giunta, con gli assessori Davide Patrone e Francesca Coppola, abbiamo approvato le linee guida per l’avvio del Forum di cittadinanza nel Municipio I – Centro est”.

Cosa sono le zone a vigilanza rafforzata

Le zone a vigilanza rafforzata sono state promosse dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e sono aree urbane in cui le forze dell’ordine intensificano i controlli per contrastare l’illegalità e il degrado. L’obiettivo è garantire la sicurezza in luoghi sensibili come stazioni e piazze: “Le cosiddette zone rosse rientrano in una più ampia strategia volta a garantire la libera e sicura fruibilità degli spazi pubblici e rappresentano uno strumento in più per le Forze di polizia e le Polizie Locali nell’azione quotidiana di prevenzione che viene molto invocata dai cittadini”, ha spiegato il ministro durante un question time alla Camera.

“Sul piano operativo, in un anno circa sono state controllate 1 milione e 344 mila persone, con l’adozione di 8.690 provvedimenti di allontanamento a carico di soggetti pericolosi con precedenti penali, di cui oltre il 73% stranieri – ha detto Piantedosi – E in considerazione dell’elevato grado di efficacia di questo strumento, stiamo valutando di renderlo stabile mediante un’apposita previsione normativa”.

Le spaccate tra centro e vicoli

Negli ultimi giorni il tema della sicurezza ha riguardato anche il centro città, complici una serie di spaccate messe a segno nell’area compresa tra piazza Dante, via XX Settembre e Corvetto.

Squadra mobile e commissariato centro, dopo una serie di indagini, hanno identificato i responsabili: Si tratterebbe di 5-6 persone, per la maggior parte italiane, tutte pregiudicate e senza fissa dimora, che vivono di espedienti e fanno avanti e indietro dal carcere di Marassi per reati contro il patrimonio.

In centro storico invece residenti e commercianti si sono riuniti nell’assembla organizzata a San Siro e promossa dal Civ Loggia di Banchi, un incontro nel quale è stata ribadita la necessità di ascolto e coinvolgimento da parte delle istituzioni per risolvere in modo concreto i problemi che affliggono la città vecchia.

Cavo (Noi Moderati): “Salis manifesta tutte le contraddizioni del suo campo largo”

“L’unica certezza è che in tema di sicurezza la sinistra ha le idee confuse e contraddice se stessa – attacca Ilaria Cavo, deputata ligure e presidente del consiglio di Noi Moderati oltre che capogruppo di Noi Moderati-Orgoglio Genova in consiglio comunale -. Da parte del campo largo e progressista, di cui Silvia Salis è frontwoman anche a livello nazionale, abbiamo ascoltato levate di scudi rispetto alle norme sicurezza approvate dal governo e all’ultimo ddl sull’immigrazione, finalizzato a contrastare l’immigrazione illegale e a gestire più rapidamente gli ingressi di chi ne ha diritto. Ma proprio dalla sindaca Salis apprendiamo di richieste al prefetto di zone a vigilanza rafforzata e di altri agenti, soprattutto in alcune zone più problematiche della città. Richieste legittime, doverosamente al vaglio della Prefettura e del comitato su sicurezza e ordine pubblico, ma politicamente contradditorie: da leader in pectore della sinistra, Salis rigetta la politica di sicurezza del governo; da sindaca si lamenta addirittura che gli immigrati irregolari arrestati non vengano espulsi, vanificando il lavoro degli agenti. Su temi delicati come questo non si può ragionare a doppio binario, serve coerenza. A parlare diversamente a seconda della platea, nazionale o locale, le contraddizioni emergono in tutta la loro evidenza mentre i cittadini attendono risposte”.




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