Siamo sempre più poveri e in fila per un pasto c’è anche chi lavora
Il carovita sta cambiando il volto della povertà. Sotto il peso dell’aumento dei costi quotidiani, dalle bollette ai beni di prima necessità, sempre più famiglie che fino a poco tempo fa riuscivano a sostenersi autonomamente si trovano invece oggi a chiedere aiuto per la prima volta. Sono le cosiddette “nuove povertà”: invisibili, spesso difficili da intercettare proprio perché non corrispondono all’immagine tradizionale del bisogno. A dare voce a questo cambiamento sono i dati consuntivi 2025 dell’Osservatorio di Antoniano sulla povertà, raccolti grazie alla rete solidale di “Operazione Pane”, nata nel 2014 per sostenere le mense e le realtà francescane in Italia e nel mondo.
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Antoniano osserva l’evoluzione di una crisi silenziosa, ma sempre più diffusa, come racconta frate Giampaolo Cavalli, il direttore di Antoniano: “Il carovita sta allargando quell’area delle cosiddette nuove povertà e che ciò che emerge chiaramente dal nostro osservatorio è un aumento costante delle richieste di aiuto, un fenomeno che non riguarda più soltanto le fasce tradizionalmente fragili, ma coinvolge anche lavoratori e giovani. Di anno in anno stiamo vedendo un aumento della domanda perché tante famiglie, tante persone, purtroppo anche tanti giovani che lavorano, non hanno più le risorse sufficienti per arrivare alla fine del mese”.
Cosa ci restituisce l’analisi: un quadro preoccupante
Secondo l’analisi consuntiva, nel 2025 i nuclei familiari assistiti dalla rete sono cresciuti del 4% rispetto al 2024. È però osservando più in profondità questo dato che emerge il quadro più significativo: le famiglie italiane che si sono rivolte alla rete solidale sono aumentate del 23% e le mamme del 13%. Un segnale che la fragilità economica è sempre più un elemento strutturale che colpisce anche contesti precedentemente stabili. A fronte di questo bisogno crescente, Antoniano ha risposto ampliando il proprio impegno: anche grazie alla rete di oltre 2.000 volontari attivi su tutto il territorio nazionale, nel 2025 i pasti giornalieri distribuiti sono aumentati del 10%. A Bologna l’impegno di Antoniano (dove è il suo cuore) è un sostegno concreto e continuativo a 124 famiglie, supportate dall’area sociale. Tra queste, 65 (tra le quali 40 bambini) nel 2025 hanno ricevuto supporto anche attraverso i pacchi alimentari: 1.604 le ceste distribuite nel corso dell’anno, ognuna composta con cura in base alla dimensione di ogni nucleo familiare.
Bologna troppo cara, ma anche solidale
Una fotografia, quella delineata dall’Osservatorio di Antoniano, che restituisce l’immagine di una città dinamica ma attraversata da crescenti difficoltà economiche, dove anche chi ha un’occupazione fatica a sostenere le spese essenziali per una vita dignitosa. In questo scenario però non manca la risposta della solidarietà, che fra Cavalli definisce come un elemento concreto e fondamentale sottolineando che “La solidarietà fatta di tante persone, tanti volontari, tanti sostenitori, tanti donatori, aziende che si mettono al nostro fianco. Una rete diffusa che si traduce in servizi quotidiani come le mense e il sostegno materiale alle famiglie, dai beni alimentari alle spese mediche e scolastiche, ma che non riesce a nascondere la portata del problema, anche perché le percentuali degli aumenti in città come Bologna sono a doppia cifra e questo rappresenta un segnale tutt’altro che incoraggiante, inserito in un contesto più ampio segnato dall’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e dalle tensioni internazionali che incidono direttamente sulla vita quotidiana”.

Il supporto alimentare e le varie iniziative (fra cui la prossima, quella delle ceste di Pasqua) sono affiancati tutto l’anno da un accompagnamento a tutto tondo (come supporto psicologico, orientamento al lavoro, assistenza nelle pratiche burocratiche alla consulenza educativa e attività di socializzazione pensate anche per i più piccoli), per un approccio che non guarda solo all’emergenza, ma lavora anche per costruire insieme nuove prospettive di autonomia e dignità a lungo termine.
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Frate Giampaolo Cavalli, a proposito dello scenario mondiale, osserva come “Stiamo vedendo tutti in questi giorni come i prezzi dei beni di prima necessità stiano aumentando, anche in maniera molto veloce. E a pagarne le conseguenze sono soprattutto coloro che già dispongono di risorse limitate. Non confondiamo però il ruolo del volontariato con una soluzione strutturale, perché una mensa dei poveri, un pacco con le vivande non è la soluzione del problema che stiamo vivendo, quanto piuttosto una risposta necessaria”. Per il direttore di Antoniano il contributo del terzo settore, pur indispensabile, non può essere considerato risolutivo visto che la soluzione al problema è qualcosa che non può stare solo sul tavolo del volontariato, ma necessita interventi più ampi e sistemici per contrastare una situazione che, sembra degenerare di anno in anno.

“Dona una Cesta” per Pasqua
In questo contesto Antoniano lancia “Dona una Cesta”, la raccolta fondi per sostenere la distribuzione di pacchi alimentari ai nuclei familiari seguiti dalla realtà bolognese. Donare una cesta significa garantire a una famiglia la certezza di avere il necessario, alleggerendo il peso di una spesa diventata insostenibile per molti. Ma significa anche qualcosa di più: far sentire a chi attraversa un momento difficile che non è solo. Come spiega ancora il direttore di Antoniano: “Il nostro impegno è continuare a offrire un sostegno concreto attraverso il cibo, creando occasioni di incontro e solidarietà che restituiscano alle famiglie la forza di ricominciare”.
“L’aumento delle difficoltà economiche che colpiscono le famiglie è un segnale che non possiamo ignorare. Sempre più persone si trovano a vivere situazioni di fragilità”.
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