si punta a ridurre emissioni di ammoniaca dagli allevamenti
TORINO – I progetto A.R.I.A. – acronimo di Allevamenti Resilienti e Innovativi per l’Ambiente – si candida ad essere un buon esempio di sana collaborazione tra università e imprese. Coldiretti Torino e il Dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università di Torino hanno infatti stretto una partnership per una ricerca sulla qualità dell’aria.
Ridurre le emissioni di ammoniaca
Il progetto A.R.I.A. nasce con l’obiettivo di ridurre le emissioni di ammoniaca provenienti dagli allevamenti bovini, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria in linea con le normative europee e regionali. In particolare, l’obiettivo è sviluppare e validare soluzioni innovative e sostenibili per la gestione dei reflui zootecnici; testare additivi chimici, fisici e biologico-enzimatici per abbattere le emissioni; verificare l’efficacia delle soluzioni in condizioni reali di allevamento; migliorare l’uso agronomico del letame, valorizzandolo come risorsa; prevenire fenomeni di “scambio di inquinanti” lungo tutta la filiera; fornire strumenti pratici e replicabili per le aziende agricole. Al progetto partecipano anche Impresa Verde Cuneo e 4 aziende agricole tra Torinese e Cuneese.
«Vogliamo fare la nostra parte»
«Di fronte alla demonizzazione degli allevamenti, continuamente accusati di essere i primi responsabili dell’inquinamento dell’aria, sappiamo che la zootecnia non è la sola responsabile delle emissioni di gas di ammoniaca nell’aria della Pianura Padana caratterizzata da grandi metropoli e da un traffico veicolare tra i più densi d’Europa» – commenta il presidente di Coldiretti Torino e vice presidente regionale delegato alla zootecnia, Bruno Mecca Cici – «Eppure vogliamo fare la nostra parte. Per questo, abbiamo messo a disposizione le nostre aziende zootecniche per sperimentare nuovi sistemi di abbattimento delle emissioni alla fonte, cioè partendo dal letame che raccogliamo ogni giorno nelle nostre stalle».
Tecnologia emergente
Il progetto è innovativo in quanto, invece di sperimentare sistemi di copertura o di dispersione dei gas, punta ad abbattere direttamente le emissioni degli effluenti zootecnici agendo sulla composizione biochimica. In particolare sarà sperimentato l’uso di additivi chimici, fisici e biologico-enzimatici in grado di diminuire la capacità degli effluenti di produrre ammoniaca. L’utilizzo di enzimi di questo tipo per l’agricoltura è una tecnologia emergente, con studi in corso che ne analizzano l’efficacia. Sebbene gli enzimi siano già impiegati in altri ambiti, come la digestione anaerobica e il trattamento delle acque reflue, la loro applicazione specifica al letame necessita di ulteriori prove e sviluppi, soprattutto in contesti reali di gestione degli allevamenti.
«Le soluzioni saranno validate scientificamente e testate direttamente in azienda, garantendo affidabilità e applicabilità concreta» spiega Elio Dinuccio, professore associato del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Torino ed esperto di sostenibilità dei sistemi zootecnici.
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