Si chiude il Giubileo: in Umbria doppio record. Proietti: «Eredità da stabilizzare per il 2026»
All’Umbria il Giubileo della Speranza è valso un doppio record turistico: da una parte le presenze turistiche che al 31 dicembre la Regione stima in 8 milioni, dall’altra il primato di viaggiatori transitati per l’aeroporto di Perugia. In questo quadro, segnato soprattutto dall’imminente avvio dell’Ottocentenario di San Francesco, la presidente Stefania Proietti sottolinea che «il 2026 sarà il Giubileo dell’Umbria», perché uno degli obiettivi di palazzo Donini per l’anno al via è «trasformare l’eredità organizzativa» sviluppata negli ultimi mesi «in un sistema stabile, capace di unire spiritualità, cultura e potenziamento dei servizi per accogliere dando maggiori servizi anche ai cittadini», ha detto Proietti.
Con una nota, infatti, la presidente della Regione Umbria ha parlato di «cifre straordinarie» sul fronte turistico, a cominciare dalle presenze, cioè i pernottamenti, «che si stimano in 8 milioni» anche se «i dati ufficiali saranno resi noti a metà mese». Proietti, poi, malgrado le difficoltà di bilancio dello scalo, si appunta al petto anche il record dell’aeroporto di Perugia «dove il dato finale di traffico per il 2025 ha raggiunto la cifra record di 620.420 passeggeri, con un incremento del 16 per cento rispetto al precedente primato stabilito appena un anno fa, quando i passeggeri erano stati 534.210».
La governatrice, dunque, rivendica l’impegno «fin dall’inizio del mandato per favorire le migliori condizioni di accoglienza per i pellegrini, a partire dal reperimento di risorse, che ci ha permesso di intercettare oltre 3 milioni di euro», e dagli incontri «col sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e poi con la premier Giorgia Meloni per sottoporre problematiche e opportunità relative al Giubileo, evidenziando la centralità dell’Umbria: da quel momento la Regione Umbria ha fatto parte della cabina di regia di palazzo Chigi dove sono state esaminate volta per volta tutte le questioni relative al massiccio afflusso di pellegrini.
All’orizzonte, però, c’è una sfida centrale per l’Umbria: l’Ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi, che si apriranno con la solenne celebrazione di sabato 10 gennaio nella Basilica Papale della Porziuncola ad Assisi. Un appuntamento che Proietti considera uno «un evento spirituale e culturale collettivo lungo un anno, di caratura nazionale e internazionale, il cui rilievo sarà ancor più sottolineato dalla festività nazionale per il 4 ottobre 2026 (ripristinata con norma nazionale nell’ottobre 2025), oltre a rappresentare un passaggio con la storia per l’Umbria».
In vista degli appuntamenti, poi, la presidente sottolinea l’importanza della mostra «”Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 non solo alla Galleria Nazionale dell’Umbria ma in tantissime località nella provincia di Perugia e di Terni così come voluto dalla Regione». Tuttavia, la stessa governatrice è consapevole che «la traiettoria del nuovo anno passa anche dalla dimensione del turismo dei cammini, di cui l’Umbria è “cuore e guida”», dice Proietti, secondo cui «il 2026 dovrà tenere insieme la proiezione universale del messaggio di San Francesco e la capacità concreta di accogliere, organizzare e garantire servizi, in un quadro di collaborazione tra istituzioni, realtà ecclesiali e territori».
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