si chiede lo stato di calamità naturale [FOTO]

Chicchi di grandine come palline da tennis e danni incalcolabili nel Teramano, a causa dell’ondata di maltempo di martedì 21 luglio. E ora il segretario generale della Fim Cisl Abruzzo Molise, Amedeo Nanni, chiede la proclamazione dello stato di calamità naturale, a causa dei danni subiti dai lavoratori a Villa Zaccheo (Teramo).
All’uscita del turno, i lavoratori hanno trovato una spiacevole sorpresa: parabrezza sfondati, vetri in frantumi, lamiere devastate, a causa della grandi. “Per molti – dice Nanni – sono auto ancora da pagare a rate”.
“La Valle del Tubo è sempre stata abbandonata – denunciano Fim Cisl e Rsu – Non ci sono parcheggi adeguati, non ci sono parcheggi coperti. L’abbiamo denunciato parecchie volte. Dopo l’inverno passato a soffocare di caldo nelle fabbriche e a fare straordinari, ora queste persone si ritrovano senza mezzo per andare a lavorare. Parliamo di lavoratori che guadagnano circa 1.700 euro al mese. Come faranno a pagare i danni? Chi li risarcisce?”.
“Chiediamo a gran voce l’intervento della Regione Abruzzo. Proclami subito lo stato di calamità naturale e si faccia carico del risarcimento di tutti gli operai e le operaie. A questo si devono aggiungere anche gli imprenditori della Valle del Tubo. A loro lavoratrici e lavoratori hanno dato sacrifici e straordinari fino ad oggi. Ora non possono essere lasciati soli. Chiediamo che intervengano tutti: Regione, Provincia, imprenditori. Non possono piangere sempre le stesse persone”, conclude Nanni.
Danni incalcolabili anche all’agricoltura, proprio nel pieno della stagione produttiva, a causa della grandine, come denunciato da Coldiretti Teramo, che segnala pesanti conseguenze in numerosi altri comuni del territorio. Le aree maggiormente colpite sono quelle comprese tra Bellante, Notaresco e la Val Tordino, con una situazione particolarmente critica tra Bellante Stazione e Ripattoni fino a San Nicolò. Danni vengono segnalati anche nei comuni di Campli, Sant’Onofrio, Mosciano Sant’Angelo, Castellalto, Morro d’oro e nelle campagne comprese tra Pineto e Roseto degli Abruzzi.
La grandine, accompagnata da forti raffiche di vento e precipitazioni intense, ha colpito numerose produzioni agricole causando, in diversi appezzamenti, perdite che in alcuni casi risultano pressoché totali. Tra le colture interessate figurano pomodori, peperoni, fagiolini, zucchine, borlotti, mais, girasoli, sorgo, erba medica da seme, oliveti e vigneti, con frutti e piante pesantemente lesionati dall’impatto dei chicchi di ghiaccio. Danni anche a capannoni, impianti fotovoltaici su tetto e mezzi agricoli.
“I nostri tecnici sono al lavoro per completare la ricognizione dei danni e raccogliere tutte le segnalazioni delle aziende agricole colpite – dice Emanuela Ripani, presidente di Coldiretti Teramo – da una prima valutazione emerge un quadro molto preoccupante, con aziende che hanno visto andare distrutto in pochi minuti il lavoro di un’intera stagione. Abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo di attivare immediatamente le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale nelle aree colpite, affinché possano essere messi in campo tutti gli strumenti disponibili a sostegno delle imprese agricole che stanno affrontando danni ingentissimi”.
“L’ennesimo episodio che conferma quanto gli effetti dei cambiamenti climatici siano ormai evidenti anche sul nostro territorio – sottolinea il direttore provinciale Daniele di Venanzio – assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi, violenti e imprevedibili che mettono a rischio la redditività delle imprese agricole. È necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione, gestione del rischio e sostegno alle aziende, perché non si può più considerare eccezionale ciò che ormai sta diventando la normalità”.
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