Settimana ad alta tensione con Milano a -2%, oro e argento su nuovi record
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Cinque sedute dominate dalle tensioni esplose tra Usa e Ue attorno alla Groenlandia, isola sulla cui sovranità si è messa in discussione la storica stabilità della Nato e i buoni rapporti che durano da 80 anni tra le due sponde dell’Atlantico. Un allarmismo giustificato insomma, quello dei mercati, poi tornati parzialmente sui loro passi con le retromarce di Donald Trump a Davos. Nel complesso hanno pesato anche le tensioni geopolitiche legate alle minacce di Trump di nuovi dazi tra Stati Uniti e Unione europea: un mix che ha favorito un ritorno alla prudenza e una rotazione verso i beni rifugio. Così il bilancio settimanale dei listini europei si è chiuso in negativo, mentre l’oro ha visto la sua migliore performance settimanale dal 2020, con un deciso +8,4% che lo porta a corteggiare i 5.000 dollari l’oncia (spot a 4.980 dollari l’oncia).
Guardando agli indici europei, la settimana ha visto Milano chiudere a -2,1%, Parigi a -1,4%, Francoforte a -1,6%, Londra a -0,9%, mentre l’Euro Stoxx ha segnato -1,1%. A Piazza Affari, nella settimana i migliori sono stati i petroliferi, con Saipem (+8,1%) e Tenaris (+5,7%). Denaro anche su Campari (+3,0%). Sul versante opposto, le vendite hanno colpito soprattutto Fincantieri (-14,0%), Unipol (-6,8%) e Brunello Cucinelli (-6,3%), in una settimana in cui la correzione è stata abbastanza eterogenea. Materie prime ancora in evidenza: il Brent termina a 65,7 dollari al barile (+2,3% in settimana) e il Wti a 60,9 dollari (+2,0%). Il gas Ttf di febbraio ad Amsterdam è a 39,35 euro al megawattora (+4,5%). Sul valutario, l’euro vale 1,1789 dollari, da 1,1597 di una settimana fa. Lo spread Btp-Bund si attesta a 61,64 punti base, da 57,79 della scorsa settimana. Bitcoin a 90.695 dollari (-5,1%).
Sfuma l’effetto Davos sulle Borse nella seduta di venerdì 23
Sfuma l’effetto Davos sulle Borse europee, che chiudono in calo l’ultima seduta della settimana. La schiarita sul fronte della Groenlandia della vigilia lascia il posto alle incertezze legate alle numerose crisi sul fronte geopolitico, con gli investitori che preferiscono far scattare immediatamente i realizzi e rifugiarsi in porti sicuri come i metalli preziosi. Così l’argento supera per la prima volta la soglia dei 100 dollari l’oncia, mentre l’oro si avvicina ai 5.000 dollari.
Nonostante l’annuncio della vigilia del ritiro dei dazi sui Paesi che avevano inviato soldati in Groenlandia, i mercati temono un riaccendersi delle tensioni. Sullo sfondo rimane anche un possibile intervento militare americano contro l’Iran. Così, il Ftse Mib di Milano chiude a -0,58% appesantito dai titoli finanziari. In calo anche il Cac di Parigi (-0,14%), il Ftse 100 di Londra (-0,16%), l’Ibex di Madrid (-0,7%), mentre resistono il Dax di Francoforte (+0,17%) e l’Aex di Amsterdam (-0,01%).
Wall Street contrastata, precipita Intel dopo conti e outlook
Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones perde lo 0,58% a 49.098,71 punti, il Nasdaq avanza dello 0,28% a 23.501,24 punti e lo S&P 500 guadagna l’0,03% a 6.915,61 punti. Il titolo di Intel precipita dopo la trimestrale pubblicata alla vigilia. La società ha chiuso il quarto trimestre in perdita e prevede ulteriori perdite nel primo trimestre di quest’anno, dato che l’azienda sta investendo ingenti somme per incrementare la produzione dei suoi ultimi chip, dovendo poi fare i conti con una carenza di scorte. Le azioni diNvidia Corp e Advanced Micro Devices salgono invece, dopo che il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, ha detto di avere in programma una visita in Cina nei prossimi giorni.
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