Abruzzo

Serve un piano nazionale per tutelare le pinete costiere


Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Le pinete del litorale abruzzese sono sempre più minacciate dalla diffusione della Toumeyella parvicornis, la cosiddetta Cocciniglia Tartaruga del pino, un insetto alieno invasivo che sta compromettendo lo stato di salute di numerosi esemplari lungo la costa e che, in assenza di interventi tempestivi, può provocarne il progressivo disseccamento fino alla morte. La situazione desta particolare preoccupazione in diversi comuni costieri, dove le alberature storiche rappresentano non soltanto un elemento qualificante del paesaggio urbano, ma anche un patrimonio ambientale fondamentale per la tutela della biodiversità, la mitigazione climatica e la qualità della vita. 

“La tutela del patrimonio naturale è parte integrante della missione di Italia Nostra. Per questo motivo guardiamo con grande preoccupazione alla diffusione della cocciniglia tartaruga nelle pinete del litorale abruzzese, un fenomeno che minaccia habitat di elevato valore ambientale, paesaggistico e storico – dichiara Edoardo Croci, presidente di Italia Nostra – Non va dimenticato che il decreto ministeriale del 3 giugno 2021, recante le “Misure fitosanitarie di emergenza ai fini del contrasto dell’organismo nocivo Toumeyella parvicornis (Cockerell)”, ha già riconosciuto la gravità del fenomeno e definito specifici obblighi e misure di contenimento. È pertanto necessario un impegno concreto e coordinato di tutte le istituzioni competenti affinché tali disposizioni trovino piena e tempestiva attuazione. Ogni ritardo rischia infatti di compromettere in modo irreversibile ecosistemi di straordinario valore, con gravi conseguenze per il paesaggio, la biodiversità e la fruizione collettiva di un patrimonio che appartiene all’intero Paese”. 

La cocciniglia tartaruga sottrae linfa agli alberi e produce grandi quantità di melata che favoriscono lo sviluppo della fumaggine, riducendo la capacità fotosintetica delle piante e determinandone un progressivo deperimento. Secondo le valutazioni tecniche già elaborate sul territorio, negli ambiti urbani ad alta frequentazione uno degli strumenti più efficaci risulta il ricorso a trattamenti endoterapici, accompagnato da un costante monitoraggio fitosanitario. 

Il caso di Silvi, dove l’infestazione ha colpito in modo particolarmente grave i pini dello storico viale del lungomare e delle aree limitrofe, rende evidente l’urgenza di un intervento. La perdita degli esemplari superstiti rappresenterebbe una ferita significativa sotto il profilo ecologico, identitario, paesaggistico ed economico, soprattutto in un contesto già segnato dal ridimensionamento delle alberature costiere. 

Per Italia Nostra è indispensabile che amministrazioni locali, Regione, servizio fitosanitario e tutti gli enti competenti operino in modo coordinato per contenere l’infestazione, salvaguardando le alberature storiche prima che il danno diventi irreversibile. La prevenzione e la cura del patrimonio arboreo devono diventare una priorità delle politiche di gestione del verde urbano e costiero, perché tutelare gli alberi significa preservare il paesaggio, la biodiversità e la qualità della vita delle comunità.




2 minuti di lettura


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »