Friuli Venezia Giulia

Serata di beneficenza al Teatro Miela in ricordo di Tullio Valente

27 maggio 2026 – ore 18:30 – “Fotografare un bambino è una gioia, fotografare un bambino bisognoso è un privilegio straziante”: si legge nel portfolio di Tullio Valente, nella sezione dedicata alle fotografie con soggetti i bambini del mondo. Si tratta di una frase che sposa perfettamente la filosofia della prima celebrazione fotografica dedicata a Valente stesso, scomparso nel 2025. In particolare, il primo giugno, al teatro Miela di Trieste, si inaugurerà alle 20:30 “Joy/Gioia”, una serata di beneficenza con proiezione fotografica e la musica dal vivo di “Max Maber orchestra”. Il ricavato della serata sarà devoluto all’associazione ABC Bambini Chirurgici di Trieste. Ad accompagnare i video e le foto dei lavori di Tullio Valente, saranno esposti gli scatti di 20 fotografi provenienti da tutto il mondo – dal Messico alla Nuova Zelanda – ai quali è stato chiesto di interpretare a modo loro la felicità: c’è chi ha ritratto un matrimonio, chi dei bambini che giocano con le bolle di sapone, e chi prende il sole a Barcola.

Tullio Valente è stato un fotografo freelance, nato a Pirano e vissuto a Trieste. In una vita fatta di movimento, le sue foto sono state pubblicate tra le maggiori testate di viaggi e cultura, tra cui Meridiani, guide Mondadori, La Repubblica, Bell’Italia e molti altri. Ha vinto un premio internazionale (Indonesia 1999) e tenuto mostre personali a Milano, Mantova, Cremona, Bologna, Trieste, S. Giovanni in Persiceto, S. Matteo della Decima. La moglie Laila Vadia ha curato la celebrazione lasciando spazio alla commozione del ricordo: “ho deciso di mettere insieme i due aspetti principali della vita di mio marito, il lavoro nel settore dei viaggi e il suo essere un batterista amatoriale”.

La serata di beneficenza continua a rispecchiare l’anima filantropica di Tullio che, insieme a Laila, era in contatto con numerosi orfanotrofi e strutture d’accoglienza in India, a cui venivano devoluti i soldi raccolti grazie al lavoro fotografico. Laila poi ha preso contatti con l’associazione ABC Bambini Chirurgici dopo aver trovato, tra gli affetti che il marito le aveva lasciato, l’epitaffio di Merrit Malloy, di cui un verso recita “vorrei che donassi ciò che resta di me ai bambini”. ABC Bambini Chirurgici è un’associazione che opera da 20 anni a Trieste, è composta da volontari molto giovani; si affianca l’ospedale Burlo Garofolo durante tutto il percorso di cura, fornendo sostegno psicologico e accogliendo gratuitamente i genitori nelle Case a Trieste messe a loro disposizione.

Facendo delle parole dell’artista Ulay – “l’arte senza etica è solo estetica” – una filosofia di vita, Valente ha sempre voluto fare del mondo intero la sua casa. “Era un profugo dell’Istria – racconta Laila – a sei anni si è traferito a Trieste, dove è rimasto fino alla fine, perché amava poter vedere la sua Pirano dalle finestre di casa. È stato uno di quei profughi che ha capito che all’inizio subiamo la Storia, ma quello che rimane dopo lo devi creare da capo. Ecco che viaggiare significava abbattere le barriere”. Innamorato dell’Oriente, Tullio ci tornava spesso, con la macchina fotografica al collo: “Diceva sempre che andare lì significava fare un bagno di umiltà – spiega la moglie – e la fotografia era gioia, celebrazione della vita e soprattutto far conoscere il mondo senza pregiudizi. Raccontava come in questi luoghi è facile spettacolarizzare il dolore: lui, con un particolare occhio verso le donne e i bambini, voleva fotografare la dignità”.

Articolo di Aurora Cauter




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