Separazioni e conflittualità genitoriale: figli contesi e ricadute emotive che incidono sul rendimento scolastico

I fattori ambientali, sociali ed emotivi di natura conflittuale rientrano fra gli ostacoli che influiscono negativamente sui processi di crescita e di apprendimento in età evolutiva. Nello specifico, la carenza di stimoli, i contesti familiari difficili ed i conflitti genitoriali, espongono il bambino e l’adolescente a sofferenza e stress emotivo.
Relazioni instabili con i caregiver, stili di attaccamento insicuri, cambiamenti e alterazioni delle routine familiari condivise, generano ansie e paura dovute al senso di insicurezza e incertezza, che spesso i figli provano in nuclei familiari ad alta conflittualità.
Non di rado accade di osservare, all’interno di alcuni contesti familiari disfunzionali, dinamiche di parentificazione, in cui i figli diventano loro stessi “assistenti dei genitori”, un ruolo capovolto spesso strumentalizzato dall’adulto. I figli coinvolti direttamente nelle dinamiche di separazione, possono ereditare responsabilità emotive e pratiche dai genitori, che con il loro disaccordo compromettono la cooperazione educativa della prole.
Da ciò può avere origine una profonda condizione di instabilità emotiva, che alimenta il senso di colpa dei più piccoli, alcuni dei quali percepiscono di essere la causa della rottura, altri di poter intervenire direttamente per ripristinare con il proprio agire la relazione coniugale. Figli a cui vengono affidate missioni con finalità differenti, sono spesso chiamati a difendersi o schierarsi dall’una o dall’altra parte genitoriale, esposti a continui scenari di violenza fisica-verbale-psicologica, costretti ad assistere a costanti litigi, offese e denigrazioni; scenari di violenza assistita e gratuita, che riversano il peso dei problemi degli adulti ai minori cui è negato il diritto a un’infanzia felice.
Bambini e adolescenti subiscono un processo di crescita vincolato dall’instabilità emotiva, dalla tensione intergenitoriale, dal timore di non riuscire a soddisfare le aspettative genitoriali, dal rischio percepito di abbandono materno o paterno.
Tali scenari espongono ad un possibile rischio di sintomi ansioso-depressivi in età evolutiva, disturbi psicosomatici, paura immotivata, scarso rendimento scolastico, abbandono degli studi, paura per il futuro.
La Scuola e gli insegnanti assistono ai cambiamenti emotivi che spesso manifestano i bambini, figli della conflittualità genitoriale: disregolazione emotiva, ansia, tristezza, depressione, condotte antisociali, rabbia manifesta, solitudine e isolamento. In taluni casi aumentano le difficoltà scolastiche ed i rischi di disagio relativo alla socializzazione secondaria ed alla relazione dei ragazzi nel gruppo dei pari. Nel delicato ruolo di sostegno e supporto ai bambini e ragazzi in età evolutiva, la scuola deve incentivare la comunicazione con i genitori, privilegiando in accordo con la famiglia, strategie e consigli orientati al supporto didattico, di apprendimento e soprattutto psicologico per lo studente. La sintonia educativa promossa dal contesto scolastico incoraggia il processo educativo orientato a livelli di buona educazione.
Sportelli di ascolto psicologico, didattica personalizzata, osservazione e ascolto attivo favoriscono la precoce segnalazione dei cambiamenti comportamentali anomali e dei cali di profitto dell’alunno
Per prevenire il disagio infantile, dovuto non solo alla conflittualità, ma anche alla triangolazione tipica del rapporto genitori-figli, sono utili interventi psicologici di mediazione familiare e supporto alla genitorialità, con incontri di Parent Training, orientati a sostenere il benessere psicofisico del bambino.
La collaborazione e la comunicazione tra genitori è il primo passo verso pratiche di cogenitorialità, orientate verso la protezione dei minori, già esposti alla sofferenza tipica della rottura del proprio nucleo familiare. Ciò al fine di prevenire ulteriori condizioni di aggravamento e di disagio emotivo a cui sono esposti i figli, che vivono l’iter della separazione coniugale. È possibile proteggere i bambini dal rancore degli adulti, preservandoli da quelle dinamiche conflittuali, alleggerendo la pressione sociale dovuta al confronto continuo con altre famiglie.
L’evoluzione storica della famiglia presenta oggi una molteplicità di moderni modelli familiari relativi a nuclei monogenitoriali, di fatto, unipersonali, nucleari, allargati o ricostituiti. È importante in ogni contesto porre al centro il benessere dei minori e favorire un inter tipico della “buona separazione” costruita nel rispetto dei figli e del loro benessere psicofisico ed emotivo.
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