Umbria

Scuola, Regione e Usr guardano avanti ma dagli accorpamenti non si torna indietro


di Daniele Bovi

Dopo settimane di tensione, Regione e Ufficio scolastico regionale provano a guardare oltre il commissariamento, partendo però da un dato di fatto: dagli accorpamenti che hanno riguardato Città di Castello e Gubbio non si tornerà indietro; al massimo, i due dossier andranno gestiti nel modo migliore sotto tutti i punti di vista. Di questo, ma non solo, si è parlato lunedì nel corso dell’incontro tra l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, e il direttore dell’Usr Ernesto Pellecchia che, fino a poche ore prima, ha svolto il ruolo di commissario ad acta per la questione del dimensionamento. 

Non si torna indietro Pellecchia, arrivato da pochissimo tempo in una regione come l’Umbria che non ha ancora avuto modo di conoscere a fondo, non intende rimettere in discussione le decisioni assunte e la Regione, da parte sua, non ha alcun potere per annullare l’atto dell’Usr; da Palazzo Donini si attende però «con fiducia» l’esito del ricorso al Presidente della Repubblica. In una nota la Regione parla di un incontro «cordiale e collaborativo», durante il quale si è discusso del futuro della scuola umbra.

L’incontro Archiviata dunque la fase del commissariamento, il confronto tra Regione e Ufficio scolastico regionale viene presentato come l’inizio di una fase nuova. La volontà è quella di rimettere la scuola pubblica al centro delle politiche regionali, soprattutto in un contesto segnato dal calo demografico e da forti differenze territoriali. Barcaioli non ha nascosto le criticità legate alle scelte imposte dal Governo sul dimensionamento scolastico, ribadendo che «non potevamo eludere il tema del commissariamento voluto dal Governo Meloni» e spiegando come, in attesa dell’esito del ricorso, la Regione intenda concentrarsi sull’accompagnamento dei processi già avviati e sul rilancio delle scuole che si trovano nei territori «più esposti alle fragilità demografiche e sociali, evitando i tagli impropri calati dall’alto che hanno già generato grandi problemi».

Lavoro comune Durante l’incontro è emersa la volontà di rafforzare il lavoro comune tra Regione, Ufficio scolastico ed enti locali, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità organizzativa e continuità didattica. Tra i temi affrontati ci sono stati i patti educativi, il ruolo delle comunità educanti e la prossima iniziativa legislativa regionale in materia, oltre agli interventi per ampliare il tempo integrato e i servizi per l’infanzia, considerati strumenti fondamentali per sostenere le famiglie e contrastare le disuguaglianze educative. «È arrivato il momento di lasciarci alle spalle il triennio dei tagli», ha sottolineato Barcaioli, insistendo sulla necessità di una riorganizzazione che punti su investimenti e programmazione e non su nuove riduzioni.

L’assemblea Se a livello istituzionale si prova a ricostruire un clima di dialogo, sul territorio le preoccupazioni restano molto forti. Se a Gubbio nelle scorse ore a prendere la parola sono stati il collegio docenti e il consiglio d’istituto della scuola media Mastro Giorgio-Nelli, a Castello martedì è in programma alle 21 un’assemblea pubblica (nella sala del consiglio comunale) promossa dal comitato dei genitori, che hanno raccolto oltre 3.200 firme per chiedere chiarezza sulle decisioni prese e sulle loro conseguenze concrete. Una scelta, quella del dimensionamento, resa ancora più pesante dal fatto che la ricostruzione della media Dante Alighieri è in gravissimo ritardo, con un cantiere fermo da più di un anno. L’incontro nasce dall’esigenza delle famiglie di capire i passaggi che hanno portato alla riorganizzazione della rete scolastica e di valutarne l’impatto sulla qualità dell’offerta formativa e sulla continuità didattica. «Questa assemblea – dicono i rappresentanti dei genitori – non è contro qualcuno, ma a favore degli studenti». 

Miglioramenti La richiesta è che decisioni così rilevanti vengano discusse apertamente e, se necessario, migliorate, mettendo al centro la serenità delle famiglie e la sostenibilità dell’organizzazione scolastica. All’assemblea interverranno amministratori e docenti per ricostruire il ruolo del Comune nella redazione del piano regionale, analizzare le ricadute concrete del dimensionamento sull’istituto Alighieri-Pascoli e offrire una lettura più generale dei possibili benefici e dei limiti di queste scelte. La mobilitazione, fanno sapere i genitori, non si fermerà con l’assemblea. L’attenzione resterà alta sull’attuazione del piano, perché l’efficienza amministrativa non finisca per andare a discapito dei diritti degli studenti e delle condizioni di lavoro del personale scolastico.

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