Società

Scuola paritaria, arriva il bonus: Valditara firma il decreto. Ma per famiglie e associazioni è solo un primo passo

Dopo 26 anni dalla riforma Berlinguer che equiparò scuole statali e paritarie all’interno del medesimo sistema pubblico di istruzione, il governo mette a segno un intervento economico diretto.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto interministeriale che dà attuazione al cosiddetto “bonus paritarie”, previsto dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199. L’iter si completerà nei prossimi giorni con la controfirma del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ma la misura è ormai in dirittura d’arrivo.

L’assegno è destinato a sostenere le famiglie che scelgono un percorso educativo nelle scuole paritarie, con un’attenzione specifica a quelle con minori disponibilità economiche. Una misura che, nelle intenzioni dell’esecutivo, mira a rendere concreto un principio più volte affermato ma finora scarsamente praticato: la libertà di scelta educativa non può essere un privilegio per pochi.

Le parole del ministro e i ringraziamenti alla maggioranza

Valditara ha definito l’atto “un risultato molto importante per le nostre studentesse e i nostri studenti”, sottolineando l’apporto determinante del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e dei suoi uffici nella fase istruttoria. Il ministro ha voluto riconoscere pubblicamente anche il ruolo dell’onorevole Maria Stella Gelmini, esponente di Noi Moderati, e di tutte le forze di maggioranza che hanno sostenuto il provvedimento in Parlamento.

Il decreto arriva dopo mesi di confronto tecnico e politico. La sua adozione rappresenta una delle promesse mantenute dall’esecutivo in materia di istruzione, in un settore storicamente segnato da tensioni ideologiche e squilibri di trattamento tra scuola pubblica e privata. L’obiettivo dichiarato è restituire alle famiglie la possibilità di orientarsi senza che il costo costituisca un ostacolo insormontabile.

Il fronte delle associazioni: soddisfazione con riserva

La notizia è stata accolta con favore dalla Fidae, la federazione delle scuole cattoliche, che parla di “passaggio atteso e significativo”. La presidente Virginia Kaladich ha ringraziato l’esecutivo per aver reso concreta “una misura importante per il sistema educativo italiano e per migliaia di famiglie che ogni giorno sostengono, spesso con grandi sacrifici economici, la scelta di un percorso formativo coerente con il proprio progetto educativo”.

Il giudizio, però, non è privo di cautele. La stessa Fidae avverte che il cammino verso una piena parità scolastica “non può dirsi concluso”. Kaladich ha chiesto che il sostegno alle famiglie diventi “strutturale, stabile e progressivamente più ampio”, in modo da garantire a tutti il diritto di scegliere indipendentemente dalle condizioni economiche.

Posizione analoga da parte delle associazioni dei genitori Age, Faes, Moige, Art. 26 e Generazione Famiglia, che in una nota congiunta hanno definito il bonus “un primo passo importante”. Dopo ventisei anni di attesa, osservano i rappresentanti delle famiglie, “si inizia oggi a dare una risposta concreta anche alle famiglie meno abbienti, per le quali il diritto di scegliere la scuola dei figli è stato finora di fatto negato o fortemente limitato”. Ma l’auspicio comune è che si tratti di un punto di partenza, non di arrivo: la libertà educativa, ribadiscono, “deve diventare un diritto pieno, effettivo e accessibile a tutti i genitori, indipendentemente dal reddito”.

Suor Alfieri: “Una pagina bella della nostra storia”

A prendere la parola è stata anche suor Monia Alfieri, religiosa esperta di politiche scolastiche e da anni impegnata nella valorizzazione delle scuole paritarie. “Con grande gioia ho appreso la notizia”, ha dichiarato, definendo il bonus “un passo decisivo in ordine alla garanzia del diritto alla libertà di scelta educativa dei genitori, soprattutto di quelli economicamente più svantaggiati”. La suora ha ricordato le battaglie condotte nel tempo per arrivare a questo risultato e ha ringraziato le forze politiche che hanno sostenuto la misura, sottolineando un passaggio cruciale: “Non aiuta le scuole dei ricchi ma aiuta le famiglie meno abbienti a scegliere la scuola che più ritengono adeguata ai loro figli e ai valori che ispirano la loro azione educativa”.

Il decreto, una volta completato l’iter con la firma di Giorgetti, entrerà nella fase operativa. Restano da definire i dettagli attuativi, le modalità di richiesta e l’entità effettiva del contributo per ciascuna famiglia.


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