Screzi con Manuela per come si comportò con mio marito dopo l’incidente

Dopo una testimonianza durata tre ore, la Corte d’Assise ha sospeso l’udienza per riprendere, intorno alle 15.30, il racconto di Valeria Bartolucci moglie di Louis Dassilva unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. La seconda parte è incominciata con le domande del sostituto procuratore Daniele Paci incentrate sulle 24 ore prima del delitto quando, il 2 ottobre 2023, ebbe un incidente in moto ma, nei giorni successivi, non sempre sarebbe stato visto zoppicare. “Quel giorno mio marito – ha ricordato la Bartolucci – mi chiamò per un sinistro che aveva avuto realmente e, io e Manuela, siamo andate al pronto soccorso”. Incalzata dalle domande del pubblico ministero sul fatto che la Bianchi fosse l’amante del marito, Valeria ha ribattuto che “in pronto soccorso io e lei abbiamo discusso. L’ho redarguita in malo modo perchè con Louis si comportava in un modo che a me non piaceva e mi ha risposto che se ne sarebbe andata e, facendo la vittima, mi disse che mi aveva accompagnato per darmi conforto. Subito dopo è andata in ospedale dove era ricoverato il marito”.
Le domande sono quindi proseguite sul 3 ottobre, giorno dell’omicidio, quando Valeria e Louis erano andati a Santarcangelo, al comando della Municipale, per il sinistro del giorno prima. Gli interrogativi si sono incentrati sull’abbigliamento di Dassilva. “Ricordo – ha spiegato la Bartolucci – che mio marito indossava un pantalone grigio melange e una maglia bianca a girocollo. E poi scarpe Reebok grigie con inserti di colore diverso, in particolare rosso”. Sono stati mostrati gli indumenti sequestrati a Dassilva nei giorni successivi al delitto: corrispondono alla descrizione fatta da Bartolucci, come confermato da lei stessa. Su nessuno di questi indumenti sono state però trovate tracce sospette riconducibili a indizi o fonti di prova.
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“Louis la sera del delitto andò a dormire con gli stessi vestiti che indossava quel pomeriggio – ha proseguito la Bartolucci. – La mattina del 4 ottobre 2023 sono uscita di casa verso le 6.35 e poi sono andata a lavoro in scooter. Quando sono rientrata dal lavoro non ricordo com’era vestito mio marito. Louis, il 4 ottobre, quando sono rientrata a casa, mi disse che Manuela aveva ritrovata Pierina morta nel garage. E aggiunse che era stata rinvenuta con gli abiti sollevati e le parti intime ben esposte. Mi disse che né lui né Manuela l’avevano riconosciuta. Manuela poi mi raccontò che era andata a suonare il campanello del condomino del primo piano, e lei gli chiese di accompagnarla di sotto. Poi mi disse che era salita di sopra a suonare alla nostra porta e che Louis gli aveva aperto la porta e poi era sceso con lei di sotto”. Il pm Daniele Paci ha chiesto alla testimone se le scarpe Reebok fossero state lavate dopo la sera del 3 ottobre. “Non abbiamo lavato le scarpe – ha risposto Valeria – e non abbiamo fatto neppure la lavatrice. Ho lavato di persona solo un paio di scarpe, ma erano le mie”.
Ci si è quindi concentrati sul 4 ottobre quando, di prima mattina, venne ritrovato il cadavere di Pierina. “Manuela – ha spiegato Valeria – mi disse di essere salita prima da Ion Nastas (un vicino di casa) e poi da me e Louis pensando ci fossi anche io in casa e che, essendo infermiera, avrei potuto aiutare. Quando mio marito le aveva aperto la porta lei gli avrebbe detto ‘vieni di sotto che c’è una persona morta’. Adesso non mi ricordo chi ma o lei o mio marito mi disse che erano scesi insieme per le scale e, dopo, arrivò Ion. Manuela, poi, aggiunse che arrivata con Louis nel punto in cui c’era il cadavere solo poco dopo avevano visto arrivare anche Nastas con una torcia”.
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“Mio marito – ha proseguito – mi raccontò che quando aveva aperto la porta di casa si era trovato davanti una Manuela agitata che gli aveva chiesto di andare di sotto e, la prima volta, era sceso scalzo e che la Bianchi era andata verso le scale senza aspettarlo. Nel suo racconto mi pare avesse detto che era sceso con l’ascensore e, quando le porte si erano aperte nel garage, c’era Manuela che teneva aperta quella antincendio mentre Nastas scendeva per le scale. Quindi Louis era risalito prendendo le scale per controllare gli appartamenti dove vivevano le persone anziane. A questo punto scese nuovamente insieme alla signora Parise (un’altra residente del condominio) ritrovandosi tutti e quattro sul luogo del delitto. Lui e Manuela erano risaliti per chiamare il 118 e, alla domanda dell’operatore di controllare i segni vitali del corpo ritrovato, Louis era sceso nuovamente e aveva toccato il collo e il polso per vedere se c’era il battito cardiaco. La sera del 4 ottobre Valeria rimase a dormire nel salotto di casa nostra e, la mattina successiva, se ne andò lasciandomi un biglietto: ‘Siete la mia famiglia’. Io dormivo e non mi sono accorta che se ne era andata”.
L’udienza si è conclusa con le domandi del pubblico ministero sulle scritte ingiuriose apparse nei mesi successivi al ritrovamento del cadavere di Pierina e, presumibilmente, indirizzate a Manuela Bianchi. Alla richiesta del sostituto procuratore se fosse stata lei a scriverle, Valeria ha risposto: “Lo nego, avevo solo scritto un biglietto lasciato vicino all’ascensore, non scrivo sui muri”. Alle 19.30 il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 9 marzo quando si concluderà l’esame del pubblico ministero e Valeria dovrà rispondere alle domande delle parti civili e al controesame degli avvocati di Dassilva.
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