Liguria

scontro tra presidente del Municipio e vertici del comitato


Genova. Momenti di tensione nel tardo pomeriggio davanti al Tower Hotel dell’aeroporto di Genova, sede del convegno organizzato dal comitato Remigrazione e ricostruzione, che comprende movimenti di estrema destra come Casapound, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani – arrivati in città per presentare la proposta di legge sulla remigrazione.

Poco prima dell’ingresso dei partecipanti, un centinaio, davanti all’albergo sono arrivati il presidente del municipio Medio Ponente, Fabio Ceraudo, e i consigliere comunali di Avs e Lista Salis Massimo Romeo e Sara Tassara, che sono entrati per chiedere alla direzione della struttura ricettiva di non concedere la sala per il convegno, come già era accaduto qualche ora fa nel caso del Rex in Albaro, i cui titolari hanno scelto di non accogliere i militanti di estrema destra.

Usciti dalla struttura, tra Ceraudo, il presidente del Comitato Remigrazione, Luca Marsella (portavoce di CasaPound) e altri esponenti, è nata una discussione che si è tramutata in scontro verbale: “Genova è città medaglia d’oro della Resistenza, la vostra presenza è un affronto e una provocazione”, ha detto Ceraudo, cui Marsella ha risposto, con toni accesi: “Noi siamo qui legittimamente”.

Nella sala al primo piano dove si è svolto il convegno, Marsella ha ribadito il concetto: “Da parte nostra non ci sarà un passo indietro di fronte a quello che definiamo un antifascismo militante che usa metodi mafiosi, come quelli che hanno portato a fare pressioni affinché non ci fossero concesse sale per questo convegno – ha detto – noi abbiamo tutto il diritto di presentare una proposta di legge e incidere sul futuro della nostra nazione, una proposta di legge radicale ma non anticostituzionale, una proposta perfettamente attuabile, che non vede al centro deportazioni ma contributi economici per gli immigrati, anche quelli regolari, in modo che tornino al loro paese”.

La petizione per la presentazione di legge popolare sulla Remigrazione ha visto la raccolta di 50mila firme in meno di 24 ore. “Ma andiamo avanti con i gazebo in tutta Italia perché vogliamo arrivare a 200mila, 300mila firme”, ha aggiunto Marsella. Poi non sono mancate accuse nei confronti dei giornalisti presenti, e in genere della stampa. Alcuni colleghi sono stati anche aggrediti verbalmente davanti all’ingresso dell’hotel, nei concitati momenti di tensione tra Remigrazione e il presidente di municipio.

In mattinata il Comitato Remigrazione aveva definito “vergognosi e imbarazzanti i tentativi della sinistra, che a Genova ormai non si riesce più a distinguere tra istituzionale e antagonista, di far saltare la presentazione. Ben due sale private regolarmente prenotate dal Comitato sono state oggetto di minacce, pressioni e intimidazioni da parte sia dei centri sociali che di personaggi con ruoli nelle istituzioni municipali e cittadine”.

Di certo c’è che il Comitato Remigrazione ha scelto Genova come prima città per il suo “tour” di presentazione della proposta di legge, e la giornata che precede il corteo antifascista organizzato alla Foce sabato per chiedere la chiusura della sede di Casapound in via Montevideo.

I partecipanti al convegno, genovesi, anche giovanissimi, sono arrivati anche da altre città come Milano, Como, La Spezia, Piacenza e Roma, come era accaduto anche per altre iniziative organizzate da movimenti di ultradestra in città.

Salis: “Nelle nostre città non c’è spazio per chi disprezza le istituzioni democratiche”

“Solidarietà al presidente del municipio Medio Ponente, Fabio Ceraudo, spintonato e insultato da alcuni esponenti di ultradestra oggi a Genova per il convegno sulla Remigrazione. Nella nostra città, non c’è spazio per chi ancora una volta non perde l’occasione per dimostrare il suo disprezzo per le istituzioni democratiche e che non lascia dubbi sui modelli autoritari a cui si ispira. Organizzare questo convengo nella città Medaglia d’oro per il suo ruolo cruciale nella Resistenza e orgogliosamente antifascista è stata una provocazione che puntava solo ad alzare la tensione, come questi movimenti hanno già mostrato ad esempio nella scelta dell’ubicazione della sede di Casapound, in una zona fortemente simbolica per la storia di Genova». Così, in una nota, la sindaca di Genova, Silvia Salis.




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