Lazio

scontro politico sulla stabilizzazione delle lavoratrici

Lo scontro sul futuro degli asili nido capitolini si fa sempre più acceso e rischia di trasformarsi in un nuovo fronte aperto tra Campidoglio e Governo.

Sul tavolo c’è una questione tutt’altro che tecnica: la scadenza della graduatoria per le educatrici, una lista ancora lunga di lavoratrici precarie che da anni garantiscono il funzionamento del sistema dei nidi di Roma.

Il nodo è legato alla fine del periodo di validità della graduatoria, fissata per giugno 2027 dopo una precedente proroga. Senza un ulteriore intervento normativo, centinaia di educatrici rischiano di restare escluse, proprio mentre il fabbisogno del sistema educativo cittadino resta elevato.

Per questo l’Assemblea Capitolina ha approvato una mozione urgente che impegna il sindaco Roberto Gualtieri a portare la questione a livello nazionale.

L’obiettivo è ottenere dal Governo una nuova proroga che consenta di esaurire la graduatoria e assorbire il cosiddetto precariato storico.

Un tentativo in questa direzione era già stato avviato nei mesi scorsi dall’assessorato alla Scuola guidato da Claudia Pratelli, insieme alla presidente della commissione capitolina Carla Fermariello.

Ma l’ipotesi di un intervento normativo inserito nel Milleproroghe 2026 ha ricevuto il parere contrario dell’Esecutivo, irrigidendo ulteriormente il confronto.

Nel frattempo il sistema dei servizi educativi romani si muove su binari diversi. Per le scuole dell’infanzia la graduatoria risulta ormai esaurita e si rende necessario l’avvio di nuovi concorsi pubblici.

Diversa la situazione per i nidi, dove la lista delle idonee è ancora consistente e rappresenta il principale bacino da cui attingere personale nei prossimi anni.

In questo contesto, il Campidoglio prova comunque a muoversi autonomamente.

Secondo quanto si apprende dal vicecapo di gabinetto Giulio Bugarini, il piano assunzionale prevede complessivamente circa 150 inserimenti nel comparto scolastico: 80 attraverso concorso pubblico e 70 tramite stabilizzazioni, ottenute grazie a un riallineamento del personale già in servizio in possesso dei requisiti.

Sul piano politico, le posizioni restano distanti. Dal centrosinistra arriva la critica al mancato intervento del Governo, giudicato un’occasione persa per risolvere una vicenda che riguarda da vicino la continuità dei servizi educativi e la stabilità del personale.

Dall’altra parte, Fratelli d’Italia accusa l’amministrazione capitolina di alimentare incertezza tra le lavoratrici, scaricando le responsabilità sulle istituzioni nazionali invece di individuare soluzioni interne.

Una tensione che si riflette direttamente sui servizi alla prima infanzia, mentre si avvicina una scadenza che rischia di trasformarsi in un passaggio delicato per centinaia di lavoratrici e per l’intero sistema dei nidi della Capitale.

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