Elezioni Figc: dopo la Serie A, giocatori e allenatori si schierano con Malagò

In attesa della scelta di Lega B e Lega Pro, il sì di Aic e Aiac a Malagò si lega alle «importanti convergenze sui principali punti programmatici», tra cui la scelta di un calciatore per la presidenza del Club Italia o in una funzione da ds, responsabile dell’area tecnica. Aic e Aiac, nell’endorsment a Malagò, hanno parlato anche di «sostenibilità e riforme», a partire dalla riforma dei campionati professionistici. La formula 18-18-40 non trova la quadratura del cerchio tra le leghe, Aic e Aiac proporranno di agire sui criteri di ammissione e ripescaggio, come si fece nella riduzione della serie C da 90 a 60 squadre. Quanto alla ricetta della serie A, principale promotrice della candidatura Malagò, è stata esposta dal suo presidente Ezio Maria Simonelli, ascoltato dalla Commissione cultura della Camera: «Serie A e politica» devono stare dalla stessa parte. Il calcio chiede al Governo interventi mirati, come l’introduzione di «meccanismi che rendano il più possibile neutrale per i club l’acquisto sul mercato interno, rispetto a quello da campionati esteri», neutralizzando l’Iva.
Si allontanano così le ombre del commissariamento. Anche prima della svolta elettorale, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si era detto convinto, dopo aver parlato con il ministro Abodi, che il Governo non avesse intenzione di fare un «intervento a gamba tesa sul calcio».
Giancarlo Abete, dal canto suo, ha deciso di andare aventi e presentare la sua candidatura, anche se al momento può contare ufficialmente solo sul 34% della Lega nazionale Dilettanti che presiede.
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