Scongiurato il taglio al salario accessorio per i dipendenti delle Asl abruzzesi, ora l’ultimo atto spetta alle aziende sanitarie

Rientrato il taglio al salario accessorio dei dipendenti delle Asl della Regione Abruzzo. Ne danno notizia il segretario generale della Fp Cgil Abruzzo Molise, Luca Fusari, e il coordinatore regionale Sanità Pubblica Abruzzo della Fp Cgil Abruzzo Molise, Marco Di Marco.
“Una recente delibera di giunta regionale, infatti, ha determinato i limiti al tetto di spesa del costo del personale, individuando le quote, per ogni Asl, delle somme che il decreto Calabria assegna al salario accessorio del personale sanitario”, spiegano i sindacalisti.
“La battaglia sul ripristino del taglio del salario accessorio – ricordano – segue al taglio, nel 2024, di 11 milioni di euro che la Regione aveva operato per rientrare negli equilibri di bilancio. Cgil e Uil proclamarono lo stato di agitazione a luglio 2025 con la richiesta di ripristinare le somme nel Programma operativo sanitario che stava andando alla verifica del tavolo tecnico ministeriale, passaggio obbligato per il ripristino del salario accessorio”.
“Finalmente quell’azione di tutela del salario delle professioni sanitarie, prende ora concretezza con la pubblicazione della delibera sui tetti di spesa. Per il 2027 è previsto, dal Por 2026/2028, una somma uguale a quella del 2026, mentre per il 2028 l’importo dipenderà dal numero del personale in servizio nelle Asl”, commentano i due sindacalisti.
“La Fp Cgil ha sempre ribadito che non è facendo cassa sugli oss, tecnici, infermieri, medici e personale amministrativo delle Asl, che si può tenere in equilibrio il bilancio. Ora, l’ultimo atto spetta alle aziende sanitarie, che negli accordi decentrati dovranno prevedere tali somme nel fondo del salario accessorio”, concludono Fusari e Di Marco.
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