«Scippata da due ragazzini in scooter a Villa San Martino. Ero in bici, aiutata da alcuni studenti». Appello della prof per ritrovare borsa e documenti

PESARO Scippata da due ragazzini in scooter mentre pedalava a Villa San Martino. La derubata è Maria Rizescu, professoressa di lingue, conosciuta anche per il passato politico (nel 2019 è stata candidata alle Europee con il M5S) che racconta: «Sono sopraggiunti all’improvviso da dietro, mi hanno strappato la borsa dalla spalla e sono scappati via con il motorino: sono scioccata e avvilita, non mi sarei mai aspettato di essere aggredita».
L’episodio è successo nel tardo pomeriggio di martedì attorno alle 18.30 lungo via Crescentini. La docente percorreva in bici la strada dal bar di via Solferino svoltando poi su via Leoncavallo e via Crescentini per tornare a casa qundo è stata sorpresa alle spalle. Presentando denuncia in Questura l’insegnante ha descritto i due scippatori come molto piccoli e magri, dei ragazzini, tra i 13 e i 15 anni circa, non di più. Nel buio non è riuscita a leggere la targa dello scooter che era comunque di colore scuro. Pur essendo provata ha cercato anche di inseguirli in bici prima che si dileguassero. Nella borsa c’erano soldi, bancomat e documenti: Maria Rizescu ha pubblicato un post su Facebook nella speranza di essere contattata nel caso in cui qualcuno ritrovasse almeno la borsa con i documenti per riconsegnarla. Fortunatamente aveva lasciato le chiavi di casa e il cellulare nelle tasche della giacca, per cui le è stato possibile rientrare a casa, dopo avere ricevuto aiuto da alcuni studenti del liceo scientifico Marconi che l’hanno vista in difficoltà e soccorsa.
La difficoltà
«La situazione è diventata insostenibile – spiega– ci vorrebbe una maggiore presenza delle autorità locali ed è cruciale che gli amministratori ascoltino le richieste di sicurezza della residenti». Del resto, la decisione di rendere pubblica la sua esperienza è una scelta della stessa Rizescu che ha l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sull’urgenza di affrontare il problema della sicurezza e della microcriminalità prima che da questi eventi possono verificarsi conseguenze più gravi, mettendo a rischio l’incolumità delle persone. «Per fortuna – racconta –, come ho sentito la borsa sfilarsi dalla spalla non ho reagito nel tentativo di trattenerla, altrimenti mi avrebbero trascinato a terra con la bicicletta, a quel punto ho continuato a pedalare fino in via Togliatti in preda alla disperazione con la speranza che gli assalitori, una volta presi i soldi e le carte, si sarebbero liberati della borsa con i documenti. Alla fine, ero senza fiato e in preda allo sconforto e devo ringraziare questi ragazzi dello scientifico che vedendomi in quella situazione mi hanno aiutato, offerto da bere e rinfrancata con grande senso di umanità».
Il precedente
Peraltro, sembrerebbe che quanto successo a Rizescu non sarebbe un caso isolato, dato che proprio la docente ha raccontato che, mentre depositava la sua denuncia, è stata raggiunta da un messaggio di un’altra signora residente nel quartiere che sabato sera è stata derubata nelle vicinanze. In sostanza due episodi simili, due donne aggredite e scippate, nell’arco di pochi giorni.




