Lazio

scatta la protesta per gli ascensori fantasma

Una rampa di scale può diventare un muro insormontabile se a doverla affrontare è un cittadino in sedia a rotelle, un genitore che spinge un passeggino o un anziano con le borse della spesa.

Succede ogni giorno a Settebagni, estrema periferia nord della Capitale, dove la locale stazione ferroviaria della linea FL1 (la strategica tratta Orte-Fiumicino Aeroporto) continua a presentare gravissime carenze sul fronte dell’accessibilità.

Una situazione di stallo che ha spinto i residenti a rompere gli indugi: per venerdì 19 giugno alle ore 17:30 è stata indetta una manifestazione pubblica di protesta proprio davanti al piazzale dello scalo.

La mobilitazione, promossa dal locale comitato di quartiere, non punta a bloccare la circolazione dei treni o a creare disagi ai viaggiatori del rientro pomeridiano, ma a pretendere risposte concrete da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi).

I cittadini chiedono il rispetto formale del cronoprogramma di ammodernamento, dopo anni di rinvii, annunci e impegni rimasti chiusi nei cassetti della burocrazia.

La Mappa dei Disagi e le Richieste dei Pendolari

Il cuore del problema risiede nell’isolamento strutturale delle banchine interne. Ad oggi, lo scalo di Settebagni è privo di impianti di sollevamento meccanici, costringendo chi ha ridotte capacità motorie a dipendere dalla solidarietà dei passanti per raggiungere i binari dei treni diretti verso l’aeroporto o l’alto Lazio.

Al fianco dei residenti, venerdì pomeriggio, scenderanno in piazza anche i rappresentanti delle istituzioni che stanno portando la battaglia nei palazzi della politica: il deputato Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, e il consigliere capitolino Riccardo Corbucci.

Dal 2018 alle Promesse per l’Estate 2026: Il Conto alla Rovescia

La vertenza affonda le radici nel 2018, anno della prima formale segnalazione inoltrata dal comitato a Rfi nell’ambito di un piano nazionale di restyling delle stazioni. Da allora si sono succeduti tavoli tecnici e rassicurazioni, fino all’interrogazione parlamentare presentata da Casu per pretendere date certe.

Un punto di svolta formale sembrava essere arrivato alla fine del 2023, quando il Gruppo Ferrovie dello Stato aveva messo nero su bianco l’inserimento di Settebagni nel piano investimenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Secondo quella scaletta, la progettazione esecutiva doveva svilupparsi nel 2024, ponendo le basi per l’apertura dei cantieri nell’estate del 2026.

Il Presidio del 19 Giugno

«Il conto alla rovescia per l’estate è già iniziato e noi vogliamo accertarci che i cantieri partano davvero», spiegano gli organizzatori della protesta. «Non accettiamo altri rinvii. Poter prendere un treno da soli senza dover chiedere aiuto non è un privilegio, ma un diritto costituzionale all’inclusione che a Settebagni viene negato da troppo tempo». Il presidio di venerdì servirà a ricordare a Rfi che i cittadini del quadrante nord vigileranno su ogni singolo giorno di ritardo.

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