Economia

Savatteri (T. Rowe Price): “Il credito continua a offrire profilo rischio-rendimento interessante”

I mercati delle obbligazioni societarie continuano a beneficiare di una combinazione favorevole di fattori tecnici e fondamentali solidi, anche se le valutazioni appaiono sempre più tirate. Ne abbiamo parlato con Donato Savatteri, Head of Southern Europe di T. Rowe Price.

Come valutare le prospettive del credito?

“È necessario considerare tre dimensioni chiave: fattori tecnici, fondamentali e valutazioni. Dal punto di vista tecnico, la domanda resta sostenuta rispetto all’offerta sia negli Stati Uniti sia in Europa. Le nuove emissioni – sia investment grade sia high yield – risultano spesso ampiamente sovrasottoscritte, segnalando un forte appetito degli investitori per il credito. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel mercato degli euro corporate bond, dove molti investitori preferiscono mantenere le posizioni esistenti piuttosto che venderle, anche a causa della difficoltà di accedere alle nuove emissioni. Lo squilibrio tra compratori e venditori continua quindi a sostenere i prezzi”.

Come si spiega la domanda sostenuta per i corporate investment grade?

“Mentre negli ultimi decenni il debito sovrano è generalmente aumentato, la traiettoria dell’indebitamento delle imprese ha seguito la direzione opposta. In molte aree, tra cui Europa e Stati Uniti, indicatori come il rapporto debito/EBITDA delle aziende restano al di sotto delle medie storiche”.

Donato Savatteri, Head of Southern Europe di T. Rowe Price

Donato Savatteri, Head of Southern Europe di T. Rowe Price 

Qual è l’aspetto più complesso dell’attuale contesto?

“Le valutazioni. Gli spread creditizi in molti segmenti sono vicini ai minimi storici se confrontati con gli ultimi 15-20 anni. Tuttavia, concentrarsi esclusivamente sugli spread rischia di trascurare un elemento fondamentale: il rendimento complessivo offerto agli investitori. Sommando il rendimento dei titoli governativi e lo spread creditizio, i rendimenti complessivi dei corporate investment grade restano infatti vicini alle medie storiche e continuano a offrire un cuscinetto significativo contro la volatilità. Questo “buffer” di rendimento è particolarmente importante in un contesto di tassi più elevati. Con rendimenti dell’investment grade intorno al 3%, un moderato allargamento degli spread può essere recuperato relativamente rapidamente grazie al flusso cedolare, cosa molto più difficile nel contesto di rendimenti estremamente bassi che caratterizzava il mercato solo pochi anni fa. Alcuni cambiamenti strutturali contribuiscono inoltre a spiegare spread più compressi. Nel tempo la qualità creditizia media è migliorata, mentre i progressi tecnologici nel trading hanno aumentato la liquidità dei mercati obbligazionari societari. Di conseguenza, gli investitori potrebbero richiedere oggi una compensazione inferiore per il rischio di liquidità rispetto al passato. In questo contesto, il credito continua a offrire un profilo rischio-rendimento interessante rispetto ad altre asset class. In particolare, il rendimento delle obbligazioni societarie può risultare competitivo se confrontato con l’earning yield delle azioni, ma con una volatilità significativamente inferiore. La combinazione di fondamentali solidi, fattori tecnici favorevoli e rendimenti ancora interessanti aiuta, quindi, a spiegare perché gli investitori continuino ad allocare capitale nei mercati del credito nonostante spread storicamente compressi”.


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