Salute

Satnam Singh, i giudici: “Lovato voleva proteggere l’azienda e nascondere il lavoro irregolare”

“Proteggere la sua azienda, sperando che la situazione di irregolarità non emergesse”. È questa, secondo la Corte d’assise di Latina, la ragione per cui Antonello Lovato abbandonò Satnam Singh davanti alla sua abitazione dopo l’incidente che aveva provocato al bracciante l’amputazione del braccio destro, senza chiamare i soccorsi. Le motivazioni della sentenza, 46 pagine depositate lo scorso 6 ottobre, spiegano la condanna a 16 anni di carcere inflitta nel luglio scorso all’imprenditore agricolo, riconosciuto colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale.

Satnam Singh era rimasto vittima dell’incidente mentre lavorava in un’azienda agricola di Borgo Santa Maria, nel Lazio. Un macchinario avvolgi-plastica gli aveva tranciato il braccio. Lovato, allora datore di lavoro del bracciante e della compagna Soni, entrambi impiegati senza contratto, li caricò su un furgone e accompagnò Satnam davanti alla propria abitazione, senza prestargli soccorso. Il braccio amputato fu riposto in una cassetta per la frutta.

Nelle motivazioni, i giudici sottolineano anche le condizioni nelle quali lavorava la coppia. La paga, si legge nella sentenza, era compresa tra 200 e 300 euro al mese e Satnam lavorava dalle 10 alle 11 ore al giorno per 5,50 euro l’ora, cifra salita nell’anno in corso a 6 euro. Per la Corte, la gravità del danno è legata non soltanto alla perdita della vita, ma anche alle condizioni di particolare vulnerabilità della vittima, irregolare sul territorio italiano e priva delle tutele minime che dovrebbero essere garantite a ogni lavoratore. A pesare sulla posizione di Lovato è inoltre, secondo i giudici, l’intensità del dolo, protratto per un arco temporale significativo nonostante le ripetute sollecitazioni ad agire diversamente.

Le motivazioni ricostruiscono dunque il mancato soccorso come elemento centrale della vicenda e collegano la condotta dell’imputato alla volontà di evitare che emergesse la situazione di irregolarità nella quale lavoravano i due braccianti. Sul caso intervengono anche il segretario generale della Cgil di Frosinone e Latina Giuseppe Massafra e la segretaria della Flai Cgil di Frosinone e Latina Hardeep Kaur. Secondo i due sindacalisti, dalle motivazioni emerge che la protezione dell’azienda e il tentativo di impedire che affiorasse il lavoro irregolare hanno “prevalso sulla vita di Satnam”.

Cgil e Flai sottolineano inoltre come la Corte abbia riconosciuto il ruolo causale del mancato soccorso tempestivo e abbia ricostruito un contesto segnato dall’assenza di un regolare contratto e dalle violazioni delle norme sulla salute e sicurezza. Per i sindacalisti, l’accertamento delle responsabilità rappresenta un passaggio necessario per dare tutela a chi subisce sfruttamento, minacce e ricatti.

L’articolo Satnam Singh, i giudici: “Lovato voleva proteggere l’azienda e nascondere il lavoro irregolare” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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