Marche

San Benedetto e la pesca consentita a Natale e Santo Stefano. «Rispettiamo le festività, restiamo a casa»

SAN BENEDETTO «Assurdo pensare di andare a lavorare a Natale e Santo Stefano. Da noi non succederà: tutte le categorie resteranno a terra». È la posizione senza mezzi termini di Pietro Ricci, presidente dell’Organizzazione produttori marineria sambenedettese, dopo la decisione del Ministero dell’Agricoltura di autorizzare la pesca anche il 25 e 26 dicembre , accogliendo una richiesta dell’Unci, l’Unione nazionale cooperative italiane.

Il diniego

A San Benedetto, però, la risposta è immediata e compatta: nessuna barca uscirà in mare. La flotta locale, con circa un centinaio di imbarcazioni tra strascico, vongolari e lampare, manterrà il calendario tradizionale. «Il 24 si terrà l’ultimo mercato prima di Natale – spiega Ricci – poi stop il 25 e 26, si torna in mare il 27 e 28 e si chiude l’anno con l’ultimo mercato del 29 o 30. È la programmazione che seguiamo da sempre e non la cambieremo certo ora».

Al porto l’umore è chiaro: l’idea di uscire in mare a Natale viene percepita come lontana dalla cultura della marineria sambenedettese e poco utile dal punto di vista operativo. «Rispettiamo le festività e il lavoro delle nostre famiglie – ribadiscono diversi armatori –. Non c’è alcun motivo per inventare aperture straordinarie che non portano beneficio né al mercato né alla flotta». La deroga consente l’attività con attrezzi trainati (OTB, OTT, TBB) su base volontaria, prevedendo l’obbligo di comunicazione alle Capitanerie e il recupero delle giornate lavorate entro quindici giorni. Un quadro che, secondo gli operatori sambenedettesi, aggiunge solo complicazioni burocratiche a un periodo in cui il settore è già impegnato tra ultime vendite, manutenzioni e chiusure di fine anno.

«Il provvedimento è poco aderente alla realtà – osserva Ricci –. La nostra marineria non ne ha alcuna necessità». Sul fronte nazionale, la decisione del Ministero ha sollevato la contestazione delle principali organizzazioni di categoria e sindacali della pesca marittima, firmatarie dei Ccnl del settore.

Il procedimento

Le sigle denunciano un procedimento «anomalo», basato sulla richiesta di «una sola organizzazione» e su un accordo «non condiviso», ritenendo che la deroga violi il principio di rappresentatività comparata previsto dal decreto ministeriale di riferimento. Richiamano inoltre i dati Cnel, che attesterebbero la rappresentatività «marginale» del contratto sottoscritto da Unci Agroalimentare e Confsal. Da qui la richiesta formale al Ministero di ritirare il provvedimento. A San Benedetto, però, la linea è già tracciata: il porto resterà fermo il 25 e 26 dicembre.




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