Sampdoria, Salvatore Esposito nel mirino: ma se mancasse lo spartito?

Regista, playmaker, metodista, volante central. Chiamatelo come volete, ma chi opera al centro della mediana è da sempre tra i giocatori sotto la lente di ingrandimento. E nel mirino delle critiche Salvatore Esposito ci è finito dopo la sconfitta per 2-0 della Sampdoria contro la Cremonese. Ci si aspettava di più dalla squadra e, di conseguenza, dal perno del 4-3-3 di Corradi.
Gli highlights sono impietosi e potrebbero spingere a dire che la Samp ha perso in larga parte per colpa sua. Ha sbagliato il rigore conquistato a seguito di un suo bel lancio per Di Pardo fallendo l’1-1. Si è fatto scippare il pallone del possibile ultimo assalto dando il via al goal di Berti in pieno recupero.
Bisogna però guardare alla partita nel suo complesso e non si può dire che il centrocampista numero 94 non abbia un tocco di palla di livello. Dopo appena una gara, è presto per bollare Esposito come il difetto della Sampdoria. Anche perché il regista è un ruolo di relazione. Colui su cui si fonda un impianto di gioco, certo. Gioco che però deve essere chiaro e condiviso con compagni in grado di dialogare calcisticamente.
Se un maestro d’orchestra, anche molto bravo, ha uno spartito scarabocchiato e suonatori scarsi, il concerto non verrà una meraviglia. Idem per il regista, senza copione o attori adatti. Pochi giocatori riescono con due tozzi di pan secco a creare un piatto stellato. Modric, Pirlo, Iniesta… Gli altri, compresi i registi, hanno bisogno di un contesto dentro al quale, ovviamente, devono poi aggiungere del loro. Smarcamenti e movimenti da “premiare” con il pallone giusto.
Invece, la Sampdoria dello scorso anno, così come quella di Cremona, è apparsa in generale cristallizzata nel modulo, 4-3-3 quest’anno, di partenza. Poche sovrapposizioni e combinazioni offensive interessanti. Difficile, infatti, trovare qualcuno di davvero positivo nella sfida di lunedì sera.
Domenica in campionato sul campo del Cesena, si potranno avere più risposte a riguardo. Dovrebbero inoltre rientrare Begic e Abildgaard, tenuti a riposo precauzionale. In sintesi, come è prematuro giudicare il lavoro di Corradi, lo è anche decidere ora se manca il gioco o manca il regista. Oltre al fatto che, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Proprio lì, lì nel mezzo.




