Sampdoria, Gregucci: “Oggi lo stadio ci ha accompagnato in una partita sofferta”

Genova. Piedi per terra per Angelo Gregucci dopo la vittoria della Sampdoria contro il Padova. Vietato pensare di essere fuori dal pantano della lotta per la retrocessione, secondo il mister.
“L’avversario era difficile, complicato, una squadra che sa il fatto suo, difficile da battere. Essendo la terza partita in una settimana dovevamo cercare di condensare idee ed energie”.
Per Gregucci oggi a fare la differenza è stato lo stadio “Quando sei in difficoltà e devi raschiare il barile, questa tifoseria è tanta roba. Ci hanno accompagnato loro in una partita sofferta. Non abbiamo concesso tante situazioni da rete, ma c’era apprensione. C’era gente che va messa in condizione e con tre partite era complicato. Siamo arrivati un po’ impiccati alla partita”.
Innegabile che il Ferraris sia diventato un fortino: 22 i punti in casa dei 29 totali. Gregucci però frena l’entusiasmo: “Non voglio essere così ingenuo da dire le cose come quando ne facevamo pochi. Ora abbiamo da fare delle valutazioni, non so Pierini, non so tante situazioni a livello individuale. Recuperare bene ora è la cosa importante”. Pierini ha accusato a fine primo tempo un risentimento all’adduttore che verrà valutato nei prossimi giorni. Il fatto di averlo rischiato anche oggi è dettato dai punti in palio, ha ammesso Gregucci.
“Non sono così acerbo da pensare che siamo fuori dalla lotta. Se vogliamo migliorare la nostra situazione dovremo prendere ogni partita come una finale di Champions League. Veniamo da una recrudescenza passata, che se alzi la testa ti danno una bastonata e torni con psiche pesante. Dobbiamo recuperare, ringraziare il nostro pubblico e guardare avanti. Far aumentare il minutaggio ad alcuni elementi. La Serie B ti chiede di correre, allora lì puoi sbloccare la partita. Potevamo fare meglio nel primo tempo e nella ripresa abbiamo sofferto”.
Guardare avanti accantonando la partita di oggi è fondamentale per Gregucci: “Ogni giorno dobbiamo migliorare qualche nostro aspetto perché così sarai più determinato a sbagliare poco, sarai più preparato a livello psicologico a migliorare la condizione e anche chi gioca poco fra un po’ sarà determinante. Nei comportamenti e negli atteggiamenti della squadra, l’umiltà è fondamentale. Se noi vogliamo avere una visione la prossima è la partita che ci attende”.
Coda non ha di nuovo giocato: “Nel percorso Massimo ha dato tantissimo, ora ci sono partite di lettura dove devi difendere e forse è meglio salire con altri giocatori. Avevamo due interni ammoniti, dovevamo valutare se fare il terzo slot perché era un rischio in caso di infortuni. Dovevamo salire con la palla. Per questo abbiamo scelto Edoardo Soleri e uno svelto come Pafundi che la poteva rompere la partita”.
A proposito di Pafundi e Cherubini, Gregucci commenta: “Ha avuto un’occasione di ripartenza e si è fermato. Anche lì esortavo il ragazzo che ha corsa, è veloce e pochi sanno che è resistente. Gli ho detto stai in piedi, vai in porta, Pafundi ha le gambette per andare dritto all’obiettivo. Non si vedono, ma ce l’ha. Anche Cherubini… Sono ragazzi giovani, capiranno come mettere dentro grandi contenuti nelle partite”.
Stavolta ha giocato Ricci, Conti è partito dalla panchina: “Sono due interni un po’ differenti, uno pulisce meglio la palla, l’altro dà intensità al gioco. Questa settimana la scelta è stata per la turnazione più logica possibile di distribuire i minuti, visto che Henderson, il nostro scozzese, il nostro William Wallace aveva avuto i crampi col Palermo e mi sono preoccupato”.
Sul mancato doppio giallo a Villa in occasione del rigore non vuole rispondere: “Noi siamo ultra sanzionati. Meglio tenere un profilo basso. L’arbitro ha deciso così e va bene”.




