Saman Abbas, la Cassazione dice no ai domiciliari per i cugini
Restano in carcere i cugini di Saman Abbas, condannati all’ergastolo dalla Corte d’assise d’appello per omicidio e soppressione di cadavere, in concorso con lo zio e i genitori della giovane vittima. La Cassazione ha respinto il ricorso contro la decisione del Tribunale del riesame di Bologna di negare i domiciliari ai due imputati. Alla base del no il rischio di fuga, come di reiterazione del reato, soprattutto nei confronti di donne di famiglia che non rispettano le regole di una cultura patriarcale, dalla quale non hanno mai preso le distanze.
Il 38enne Nomanhulaq Nomanhulaq e il 32enne Ikram Ijaz erano stati arrestati nel maggio scorso, dopo la condanna all’ergastolo in appello per l’omicidio della cugina Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa dalla sua stessa famiglia nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio 2021 nelle campagne di Novellara, nella Bassa Reggiana, dove viveva.
I due erano stati assolti nel processo di primo grado a Reggio Emilia con sentenza del 19 dicembre 2023 che li aveva scarcerati nell’immediato. Un verdetto ribaltato però dalla Corte d’assise d’appello di Bologna lo scorso 18 aprile. Ergastolo per loro così come era stato confermato ai genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, oltre all’aumento di pena da 14 a 22 anni per lo zio Danish Hasnain.
La fuga e l’arresto
Ijaz è stato il primo latitante dei cinque condannati a essere arrestato dopo la scomparsa della ragazza. Il 31 maggio 2021, dopo un mese dall’assassinio, è stato catturato in Francia e poi estradato il 10 giugno successivo. Nomanhulaq invece è stato arrestato il 14 febbraio 2022 in Spagna, dove stava fuggendo a bordo di un Flixbus partito dalla Francia dove anche lui si era rifugiato, per poi essere estradato in Italia il 22 marzo.
Secondo le accuse, a inchiodarli alle loro corresponsabilità per la morte di Saman – uccisa per essersi opposta a un matrimonio combinato con un cugino in patria, per voler vivere all’occidentale e per essersi fidanzata con un altro ragazzo sgradito alla famiglia – il famoso filmato che li ritraeva due giorni prima dell’omicidio con le pale in mano dietro all’azienda agricola di Novellara dove lavoravano gli Abbas, usate presumibilmente per scavare e preparare la fossa dove poi seppellire Saman. Il cui corpo è stato trovato – su indicazione dello zio Danish (ritenuto l’esecutore materiale del delitto, ma che grazie alla collaborazione ha ottenuto lo sconto di pena, evitando l’ergastolo) il 27 novembre 2022, occultata sotto terra in un casolare abbandonato a soli cento passi dall’abitazione dove viveva coi genitori.
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