Sala Prove Teatro dell’Opera al Prenestino, a quando l’avvio dei lavori?
Ad aprile 2025 veniva ufficialmente presentato dall’Assessore Capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia insieme al Presidente del V Municipio Mauro Caliste, il progetto vincitore del bando di concorso indetto da Impreme, riguardante la nuova Sala Prove del Teatro dell’Opera di Roma, che dovrà sorgere nell’area del nascente (si spera) Centro Servizi Prenestino.
La notizia della presentazione pubblica, raccolta dagli organi di stampa e non smentita dagli amministratori locali, parlava anche di lavori della durata di 18 mesi, con conclusione entro il 2027, ed avvio “…entro la fine del 2025 o, al massimo, nei primi mesi dell’anno successivo (2026)…“.
Nemmeno a dirlo, l’opera che dovrà sorgere in un’area cronicamente degradata (Collatino – Quarticciolo ecc.) risulta – insieme a tutte le altre programmate – drammaticamente urgente oltre che necessaria, visti anche i crescenti fenomeni di degenerazione del tessuto sociale e culturale del territorio stesso.
Frattanto però, da quell’aprile 2025, sono trascorsi oltre 13 mesi. Siamo a metà del 2026 … e dell’avvio dei lavori nemmeno l’ombra.
Ho quindi contattato un Responsabile della politica locale, e saputo che la Conferenza dei Servizi si è soltanto recentissimamente riunita per consentire il successivo, auspicabile passaggio burocratico, cioè la messa a gara dei lavori, il che lascia ragionevolmente immaginare lo slittamento dei lavori stessi, per bene che vada, a fine 2026 o inizio 2027.
A questo punto la riflessione sorge spontanea: bene avrebbero fatto i Responsabili politici locali a rettificare la notizia originariamente diffusa, e da essi non smentita (inizio lavori fine 2025 / inizio 2026), magari aggiornando i cittadini – in ossequio al principio di trasparenza – su eventuali “intoppi”, e spiegarne le cause! In questo modo noi cittadini avremmo avuto il conforto di sentire la politica locale una volta tanto presente e vicina alle nostre legittime aspettative, e attenta al rispetto dei tempi di avvio di un importante cantiere pubblico.
E invece no, è stato scelto il silenzio: dopo l’annuncio risalente ad oltre tredici mesi fa, nessun aggiornamento; il che alimenta i soliti dubbi sull’efficienza e solerzia della burocrazia, e sulla capacità e/o volontà della stessa politica locale di affrontare una questione nevralgica: quella del controllo sulle procedure burocratiche (Uffici e Servizi), per l’efficientamento delle stesse, inclusa l’applicazione delle sanzioni eventualmente previste dalla legge in caso di violazione della normale diligenza nello svolgimento di tali procedure.
A noi risulta che la nuova Sala Prove del Teatro dell’Opera di Roma si trova nella fase di progettazione definitiva dopo la conclusione del concorso internazionale e la presentazione pubblica del progetto vincitore (guidato dallo studio Raffaele Sarubbo Atelier).
Cari politici locali (Comune e Municipio, Maggioranze e Opposizioni, purtroppo non fa molta differenza), ancora una volta siete molto solerti negli annunci, e molto meno attenta al rispetto dei tempi; sei lenta, alquanto regressiva e scarsamente “progressista” nel senso più nobile del termine, cioè poco attenta all’efficienza, alla solerzia e alla trasparenza, elementi chiave per supportare i cittadini e in particolare quelli meno fortunati (leggasi “periferie”), che attendono una riqualificazione certa e rapida del territorio come la sola possibilità di vedere un futuro meno… “periferico” (leggasi “disgraziato” … ).
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