L’omicidio di Maria Marino a Troina, chiesto l’ergastolo per Silvestro Impellizzeri
Chiesto l’ergastolo per l’uomo che il 20 luglio del 2023 uccise l’ex moglie a colpi di pistola in pieno centro a Troina. Il processo a carico di Silvestro Impellizzeri, 62 anni, accusato di omicidio volontario aggravato, è in corso dinanzi alla Corte d’assise di Caltanissetta e il Pm ha chiesto la condanna all’ergastolo, dopo avere ricostruito un quadro nel quale, per l’accusa, non si è trattato di un gesto d’impeto, ma dell’epilogo di una lunga escalation di violenza e persecuzione nei confronti della vittima Maria Marino, uccisa a 56 anni, davanti a un supermercato.
La vittima si era separata da circa un anno, stanca dei continui maltrattamenti e del carattere violento del marito e lo aveva anche denunciato per atti persecutori. Impellizzeri, patteggiata una pena a 8 mesi era rimasto in libertà. Il delitto era avvenuto intorno alle 10 in una strada del centro di Troina. Marino era andata a fare la spesa e uscendo dal supermercato, vedendo l’ex marito aveva tentato di fuggire. Impellizzeri le aveva sparato tre colpi di pistola, mentre tentava di rifugiarsi in un’abitazione a poche decine di metri dal supermercato. «Una tragedia annunciata», così è stata definita in aula l’uccisione della donna.
Al termine della requisitoria del Pm e degli interventi delle parti civili, è stata avanzata una richiesta di condanna all’ergastolo. Secondo la ricostruzione emersa in dibattimento, l’imputato avrebbe atteso la ex coniuge e le avrebbe esploso contro tre colpi con una Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa, con un’azione definita lucida e determinata. A pesare nel quadro accusatorio anche la frase pronunciata da Impellizzeri al momento dell’arresto, avvenuto poche ore dopo il delitto: «La giustizia non mi ha aiutato e mi sono fatto giustizia da solo», parole che, per il Pm, rappresentano la rivendicazione di una volontà punitiva maturata nel tempo, circostanza per la quale è stata contestata la premeditazione, oltre all’aggravante di aver agito contro la coniuge legalmente separata e quella di essere autore di precedenti atti persecutori nei confronti della stessa vittima, e la recidiva.
Nel corso degli interventi conclusivi, le parti civili hanno sottolineato che i figli e i fratelli della vittima hanno descritto Maria Marino come una donna mite, riservata, profondamente legata alla famiglia. Una madre presente e capace di sopportare in silenzio anni di tensioni e sofferenze pur di garantire serenità ai propri figli e che aveva scelto la strada della legalità e della separazione per sottrarsi a un clima che le era divenuto insostenibile. Parti civili sono costituiti i figli e fratelli della vittima, con gli avvocati Caterina Galati Rando, Davide Saraniti, Francesca Mazzara, oltre al Comune di Troina. La prossima udienza, per le conclusioni della difesa e la sentenza, è prevista per il 6 maggio prossimo.
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