Marche

rubate le reliquie di San Valerio. Liquido rosso sul pavimento


FANO Profanato l’eremo di Monte Giove. Un atto vandalico dal valore sacrilego è stato compiuto ai danni della chiesa del monastero dei camaldolesi nella giornata di ieri, gettando nella costernazione i frati e la comunità dei fedeli che frequenta il luogo di culto. L’altare maggiore è stato violato: scardinato il sarcofago di San Valerio dal quale sono state trafugate le reliquie del santo. Il pavimento della chiesa è stato imbrattato con un liquido rosso, che potrebbe essere sangue.

Un post dell’eremo

La notizia è stata resa pubblica nel tardo pomeriggio di ieri con un post pubblicato dai frati sui social: “La chiesa dell’eremo di Monte Giove è stata danneggiata da un grave atto vandalico avvenuto nel pomeriggio. A causa dei danni subiti dalla chiesa, è stata disposta la chiusura dell’eremo per la giornata di domenica 8 marzo. Di conseguenza tutte le funzioni religiose previste sono state sospese. La decisione è stata presa in attesa che vengano completati gli accertamenti e le indagini sull’episodio”.

Del caso si occupano i carabinieri. Ad accorgersi dello scempio sono stati alcuni visitatori entrati nella chiesa alle 15,30, mezz’ora dopo l’apertura pomeridiana del monastero (l’eremo rimane chiuso dalle 12 alle 15). Hanno visto l’altare maggiore devastato, la grata sottostante rimossa, il sarcofago di marmo aperto, un’urna di legno, quella che conteneva le reliquie di San Valerio, gettata sul pavimento, che era sporco di una sostanza rossa, la cui natura è ora all’esame degli esperti della scientifica. Uno choc.

L’allarme al 112

Immediati l’allarme ai frati e la telefonata al 112.

Secondo la testimonianza di padre Marino, priore del convento, i sospetti cadono su un giovane probabilmente di nazionalità ucraina, dall’aspetto stralunato, che il giorno prima era stato notato aggirarsi all’interno dell’eremo. Sembrerebbe che l’autore dell’atto vandalico, che forse si era nascosto in chiesa durante l’orario di chiusura, sia stato disturbato da alcuni rumori e si sia dileguato precipitosamente abbandonando uno zaino con alcuni effetti personali, un’icona ortodossa e un messale scritto in cirillico.

«Il giovane visto venerdì, dallo sguardo allucinato, sembrava affetto da disturbi mentali – ha raccontato ieri sera padre Marino –. Abbiamo perciò collegato quanto avvenuto a questa persona, ma non siamo sicuri che sia lui l’autore del vandalismo, saranno le indagini dei carabinieri eventualmente ad accertarlo. L’altare è apparso scardinato nella parte inferiore e non deve essere stato facile per il vandalo entrare in possesso delle reliquie. Erano contenute in una cassa in legno riposta a sua volta in un sarcofago di marmo protetto da una grata. Riuscire a rimuovere tutto questo deve avere richiesto tempo e fatica. Le reliquie consistono in frammenti ossei, nel luogo ci sono alcuni cartigli in latino».

L’edificio del Settecento

Poco si sa di come i resti di San Valerio, che non apparteneva all’Ordine camaldolese, siano finiti a Monte Giove. La chiesa del monastero, che è intitolata al Santissimo Salvatore Trasfigurato, è stata costruita a partire nel 1741 su progetto dell’architetto Buonamici, lo stesso che costruì il campanile di piazza Venti Settembre distrutto dai tedeschi nell’ultima guerra. 




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