Rivali nel calcio e nella politica, scontri tra ultras dopo Torino-Verona: nove arrestati

Sono nove gli arresti dopo gli scontri tra ultras al termine della partita tra Torino e Verona. Si tratta di sei tifosi scaligeri e tre granata. Secondo quanto ricostruito, un gruppo di circa trenta sostenitori del Torino aveva dato l’assalto a due bus e a un minivan degli ultras gialloblù, oltre un centinaio, diretti verso la tangenziale per rientrare in Veneto.
Dal lancio di bottiglie si è passati in pochi istanti al contatto tra le due tifoserie, con tafferugli avvenuti a colpi di aste e cinture. La situazione è stata riportata sotto controllo dall’intervento delle forze dell’ordine. Alcuni oggetti utilizzati durante gli scontri sono stati sequestrati.
La Digos di Torino sta ora visionando i filmati per identificare altri partecipanti agli scontri, mentre sono al vaglio le posizioni dei fermati. Tra le due tifoserie da tempo non corre buon sangue, nonostante negli anni Ottanta fossero gemellate. In altre occasioni si erano verificati tafferugli tra le opposte fazioni o, come all’andata di questo campionato, solo all’ultimo si erano evitati ulteriori incidenti. Alla base della rivalità ci sono anche motivi politici: la tifoseria veronese è storicamente vicina all’estrema destra, mentre quella granata è considerata più vicina alla sinistra e ai centri sociali, anche se allo stadio queste posizioni raramente vengono esplicitate dai ultras granata.
Durante i momenti più concitati degli scontri, alcuni tifosi veronesi avrebbero infatti urlato “Dove sono quelli di Askatasuna?”, in riferimento al centro sociale dell’autonomia sgomberato lo scorso dicembre.
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