Calabria

Riprende il cammino dei Lep, Calabria spettatrice interessata

Dopo la sosta natalizia si riapre anche la partita del regionalismo, con l’iter per la definizione dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni che individuano gli standard minimi dei servizi da garantire in determinate materie sull’intero territorio. La Calabria guarda con grande interesse al cammino legislativo del disegno di legge attualmente al Senato. Un po’ perché la prospettiva più ampia dell’autonomia differenziata – o meglio, “autonomia legislativa differenziata”, come ben spiegato dal docente Unical Ettore Jorio su queste colonne – viene percepita con un certo timore, in quanto legata a una visione secessionista che negli anni ’90 ha creato apprensione a queste latitudini. Un po’ perché la regione sconta ancora un pesante gap da recuperare in diversi settori. E dover rincorrere anche quando gli altri territori saranno in grado di accelerare non viene visto, probabilmente a ragione, come uno scenario ottimale. Il ddl punta a delegare il Governo per la determinazione dei Lep con decreti legislativi.
Prima della pausa festiva, dall’attività parlamentare sono emersi alcuni aspetti relativi ai contenuti del provvedimento, sia dai dossier di approfondimento che da audizioni in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. L’ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico dell’Università Milano-Bicocca, Camilla Buzzacchi, ha invitato i senatori a soffermarsi su alcuni aspetti del ddl. La docente ha puntualizzato che la categoria dei livelli essenziali serve a «declinare il principio di eguaglianza»; la loro definizione non va perfezionata, dunque, solo perché occorre completare «l’attuazione dell’asimmetria regionale».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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