Liguria

Riparto fondo sanitario, Bucci: “Sia equo, necessario tutelare le peculiarità della Liguria”


Generico ottobre 2026

Firenze. “Sosteniamo la proposta avanzata dall’Abruzzo, che si fa portavoce delle esigenze delle Regioni medio-piccole, a condizione che venga mantenuta l’impostazione originaria in merito alla quota premiale, senza modifiche agli equilibri previsti. Per la Liguria è fondamentale che la ripartizione delle risorse tenga conto delle peculiarità del territorio: una popolazione tra le più anziane d’Italia e una conformazione geografica che va dal mare fino a oltre 1.800 metri di altitudine, con esigenze profondamente diverse. Non è una questione politica, ma si tratta di garantire criteri di ripartizione equi, capaci di riconoscere le specificità di ogni territorio e rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. L’obiettivo è arrivare a un accordo entro la fine di dicembre, venendoci tutti incontro, per il bene dei territori di cui siamo responsabili”.

Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci durante la Commissione Salute che si è svolta oggi a Firenze in occasione della quinta edizione del Festival delle Regioni per discutere del riparto del Fondo Sanitario Nazionale.

Presente alla Commissione Salute anche l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò. “La revisione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale – ha aggiunto l’assessore Nicolò – consentirebbe a dodici Regioni, compresa la Liguria, di ottenere maggiori risorse. È fondamentale che il nuovo riparto tenga conto in maniera più adeguata delle caratteristiche demografiche e territoriali delle diverse Regioni, riconoscendo le maggiori esigenze assistenziali legate all’invecchiamento della popolazione e alla conformazione geografica dei territori. Per la Liguria, in particolare, è importante che questi elementi vengano adeguatamente valorizzati, affinché le risorse siano distribuite in modo più rispondente ai bisogni effettivi dei cittadini. La revisione dei criteri – conclude Nicolò – rappresenta quindi un’opportunità per correggere gli squilibri esistenti e arrivare a una ripartizione più equa, nell’interesse delle Regioni e della qualità dei servizi sanitari offerti”.


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