Rinnovabili, Confcooperative “promuove” i bandi della Regione: «Energia da costo a fattore di competitività»

Per il sistema delle imprese umbre «si apre una finestra significativa di investimento, che potrà incidere concretamente sulla riduzione dei costi energetici, sulla competitività aziendale e sulla transizione ecologica del territorio regionale». Così in una nota Confcooperative a proposito dell’annuncio, fatto nelle scorse ore dalla Regione, relativo ai bandi da 25 milioni di euro per accompagnare le imprese verso rinnovabili, efficientamento e comunità energetiche.
Le novità La misura si articola in due avvisi inseriti nel Programma regionale Fesr 2021-2027: uno dedicato alle fonti rinnovabili, con una dotazione iniziale di 17 milioni di euro elevabile fino a 20 milioni, e uno sull’efficienza energetica da 8 milioni. Il primo intervento sostiene la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e soluzioni per l’autoproduzione energetica. Il secondo punta invece alla riduzione dei consumi nei cicli produttivi e negli edifici industriali, attraverso la sostituzione di macchinari, l’adozione di tecnologie più efficienti e interventi sugli immobili. Entrambi gli avvisi rientrano in un quadro segnato dalla volatilità dei prezzi dell’energia e dalla necessità, per il sistema produttivo, di ridurre la dipendenza dalle forniture esterne.
Mariani Confcooperative Umbria valuta positivamente l’impostazione integrata dei bandi e la previsione di premialità per i progetti che combinano produzione da rinnovabili ed efficientamento, oltre alla partecipazione alle Comunità energetiche rinnovabili o alla loro costituzione. In questo contesto si inserisce il progetto Cer Green Zone, promosso insieme a Cna Umbria e Confcommercio Umbria. «Accogliamo con grande favore questa iniziativa della Regione – scrive in una nota dell’associazione Lorenzo Mariani – perché va nella direzione che da tempo indichiamo come strategica: trasformare l’energia da costo subìto a fattore di competitività, autonomia e sviluppo». Mariani sottolinea anche il valore della complementarità tra rinnovabili ed efficienza, definendola essenziale per una transizione energetica efficace.
Le Cer Sul ruolo delle comunità energetiche interviene anche Carlo Di Somma, secondo cui «Il progetto Cer Green Zone dimostra che la transizione energetica può essere costruita dal basso, attraverso alleanze territoriali forti e strumenti cooperativi capaci di unire imprese, associazioni di categoria e comunità locali». Di Somma evidenzia inoltre il potenziale delle Cer per le aree interne e i piccoli comuni, come strumenti di produzione e condivisione dell’energia. Un ulteriore elemento rilevato riguarda i sistemi di accumulo collegati a impianti già esistenti, considerati strategici per aumentare l’autoconsumo. «L’accumulo è un passaggio decisivo – sottolinea Mariani – perché permette di rendere più efficiente l’investimento nel fotovoltaico».
Agevolazioni Sul fronte finanziario, Confcooperative richiama infine l’attenzione sugli strumenti agevolati previsti, che includono una riduzione del 50 per cento del debito per le imprese a rendicontazione conclusa. «Per molte imprese – scrive Chiara Nappini – il problema non è la mancanza di volontà di investire, ma la disponibilità immediata di risorse finanziarie». I bandi saranno pubblicati nelle prossime settimane. Secondo Confcooperative, la misura può rappresentare un passaggio rilevante per accelerare investimenti energetici e rafforzare la competitività del sistema produttivo umbro.
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