Riforma Corte dei Conti, Mingarelli: “Così l’istituto rischia di funzionare peggio”
06.03.2026 – 18.00 – La riforma della Corte dei Conti potrebbe incidere sull’efficacia dell’istituto e sulla sua struttura organizzativa. È quanto ha affermato il procuratore regionale della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, Alberto Mingarelli, intervenendo a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile. Secondo Mingarelli, alcune disposizioni della riforma riporterebbero l’assetto della Corte a modelli precedenti agli anni Novanta, con il rischio di rendere l’istituzione meno efficiente rispetto alle esigenze attuali. In particolare, ha evidenziato come il testo intervenga in modo significativo sulla struttura della magistratura contabile. Tra i punti critici indicati dal procuratore regionale vi è la limitazione della responsabilità amministrativa nei casi di colpa grave, con l’introduzione di un tetto al risarcimento pari al 30% del danno e al massimo di due annualità della retribuzione percepita. Secondo Mingarelli, tale intervento si fonda sul tema della cosiddetta “paura della firma”, che a suo avviso non rappresenterebbe un fenomeno rilevante. Ulteriori perplessità riguardano le norme relative all’occultamento doloso ai fini della prescrizione e alcune disposizioni sulle deleghe legislative che, secondo il procuratore regionale, potrebbero determinare una maggiore gerarchizzazione delle procure regionali rispetto alla Procura generale. Questo, ha osservato, potrebbe incidere sull’autonomia degli uffici territoriali e sul principio di indipendenza della magistratura.
Criticità sono state segnalate anche in materia di controlli, con il ritorno al controllo preventivo di legittimità e all’introduzione di pareri con efficacia temporale limitata. Mingarelli ha inoltre rilevato come, durante la fase di elaborazione della riforma, il confronto con la magistratura contabile sia stato limitato. “Ci sono stati incontri e interlocuzioni – ha spiegato – ma, da quanto percepito, i testi non hanno subito modifiche sostanziali”. Nel corso della cerimonia sono stati presentati anche i dati relativi all’attività della Procura regionale nel 2025. Le denunce pervenute sono state 843, un dato in linea con gli anni precedenti, mentre le istruttorie aperte sono state 367. Le segnalazioni provengono principalmente da enti pubblici – tra cui Stato, Regione, Arcs ed enti locali – oltre che da organi investigativi, magistratura, consiglieri regionali e comunali e soggetti privati. Una parte rilevante delle segnalazioni riguarda l’utilizzo di risorse pubbliche erogate in assenza dei presupposti di legge o per finalità diverse da quelle previste, nonché somme non riscosse o indebitamente trattenute.
Tra gli ambiti di intervento della Procura figurano anche casi legati alla gestione di fondi pubblici, inclusi quelli collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), e ai contributi destinati alle imprese e al sostegno al reddito. Nel corso dell’anno sono stati emessi 18 inviti a dedurre per danni contestati superiori a 46 milioni di euro, mentre le citazioni in giudizio sono state 12 per un valore complessivo di circa 10,8 milioni di euro. Tra i casi segnalati figura anche una vicenda di presunta malasanità con un danno indiretto per l’Arcs quantificato in 91.650 euro. Permangono, infine, criticità legate all’organico della magistratura contabile. Su dieci unità previste risultano attualmente in servizio sette dipendenti, con una scopertura pari al 25% tra i magistrati e al 20% nel personale amministrativo.
[f.v.]




