Abruzzo

“Responsabilità anche da parte di chi amministra”


Si accende il dibattito sulla sicurezza a Tornareccio, dopo la raffica di furti messi a segno all’inizio dell’anno in contrada San Giovanni e lo sfogo del sindaco Nicola Iannone contro “una giustizia troppo permissiva”. Alle dichiarazioni del primo cittadino replica il gruppo consiliare Rinascita che esprime “solidarietà piena e convinta” alla vittime: “Subire una violazione della propria casa o dei propri beni è un’esperienza che genera paura e sfiducia. Proprio per rispetto verso queste persone riteniamo necessario che il dibattito pubblico alzi il livello, invece di abbassarlo”.

“Riteniamo indispensabile riportare il confronto su un piano di responsabilità istituzionale, evitando slogan e semplificazioni che alimentano confusione e registri emotivi sopra le righe – dice l’opposizione attraverso il capogruppo Walter Pili – In questo senso abbiamo apprezzato il richiamo finale del sindaco a ‘evitare iniziative personali potenzialmente pericolose e a privilegiare i canali istituzionali’: un passaggio quanto meno doveroso dopo alcune espressioni francamente imbarazzanti se non preoccupanti. Un sindaco non fa ‘sfoghi’, ma governa”.

“A livello nazionale, se il problema è individuato, come fa Iannone, nelle leggi nazionali o nel sistema penale, esiste uno strumento democratico chiaro: l’iniziativa di legge popolare – afferma il gruppo Rinascita – Mobilitare i sindaci, coinvolgere i cittadini e raccogliere 50.000 firme non sarebbe un atto simbolico, ma una vera assunzione di responsabilità politica, propria e collettiva. Esiste però un altro livello, spesso trascurato, che è quello delle responsabilità locali, immediate e non delegabili. Nel caso di Tornareccio – precisa l’opposizione – la rete di videosorveglianza per l’intero esteso territorio comunale conta tre soli punti, installati oltre quindici anni fa a spese della stessa collettività; in due mandati amministrativi Iannone (il secondo è in corso) non si è assistito ad alcun potenziamento del sistema, con intere contrade e quartieri scoperti; dal 2021 l’amministrazione ha puntato quasi esclusivamente su richieste di finanziamento esterne, finora non accolte; non si è mai voluto istituire un vigile urbano, nonostante le richieste della minoranza, perché ‘costa’, dimenticando che la sicurezza ha un costo e che la presenza sul territorio è presidio, deterrenza e rassicurazione”.

“La sicurezza non è una gara di dichiarazioni – conclude l’opposizione – Se davvero si vuole fare qualcosa, servono coerenza tra ciò che si dice e ciò che si governa, investimenti veri e atti amministrativi concreti. Anche il bilancio di previsione 2026-2028, in esame nei prossimi giorni, dovrà parlare chiaro su questo. È su questi terreni che si misura la credibilità delle istituzioni e di chi governa. Ed è su questo terreno che il confronto dovrebbe finalmente spostarsi”.


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